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10 Titoli per il 2008 - Prima Parte

02.01.2008

La situazione sui mercati azionari è oggi completamente diversa rispetto a quella di un anno fa. All'inizio del 2007 tra gli investitori e gli analisti regnava un grande ottimismo, in pochi conoscevano già la parola "subprime". Come si sa le cose sono, in pochi mesi, drasticamente cambiate. Gli Stati Uniti rischiano di entrare in un periodo di recessione e ormai ogni giorno arrivano delle nuove notizie negative legate alla crisi del mercato statunitense dei mutui ipotecari ad alto rischio. Le previsioni degli esperti delle grandi banche d'affari sull'anno borsistico 2008 sono perciò piuttosto prudenti. Anche a noi una buona dose di cautela sembra essere, almeno nel breve termine, adeguata. Per questo motivo abbiamo scelto per quest'anno soprattutto dei titoli che sembrano avere dei limitati rischi. I settori delle telecomunicazioni, delle utilities, del tabacco, delle tecnologie medicali e dell'industria farmaceutica dovrebbero beneficiare del loro carattere difensivo in caso la volatilità sulle borse dovesse ulteriormente aumentare. L'investitore non dovrebbe d'altra parte dimenticare che i mercati cambiano velocemente il loro umore. Perciò abbiamo introdotto nella nostra lista anche dei titoli "ciclici" e del settore finanziario che dopo essere stati penalizzati notevolmente durante gli scorsi mesi potrebbero registrare una solida ripresa nel corso dell'anno se i timori relativi alla crisi dei mutui subprime ed al rallentamento dell'economia dovessero affievolirsi. 
 
Adecco
(CH0012138605)
Adecco è il leader mondiale nella gestione delle risorse umane. Il titolo ha sofferto durante gli scorsi mesi a causa dei rischi di recession negli USA dove l'impresa svizzera genera circa il 20% del suo volume d'affari. Su Adecco ha pesato inoltre ultimamente l'acquisizione di Vedior da parte di Randstad. In virtù dell'operazione Randstad ha diminuito nel settore notevolmente il suo divario rispetto ad Adecco. Gli investitori temono che Adecco possa accelerare ora la propria strategia di espansione per mantenere la sua leadership nel comparto. Nonostante sussistano sicuramente dei rischi la recente debolezza del titolo di Adecco potrebbe rappresentare a nostro avviso un'occasione d'acquisto per il medio-lungo termine. Il p/u di Adecco per l'esercizio 2008 è al momento di circa 10. La valutazione di Adecco è stata in passato raramente così bassa. La gestione delle risorse umane continua ad essere inoltre un settore ad alti margini di crescita. Attraverso le acquisizioni di DIS e Tuja Adecco ha rafforzato lo scorso anno la sua posizione sull'importante mercato tedesco dell'intermediazione di lavoro temporaneo e nel promettente segmento della gestione del personale qualificato. L'attuale negativo sentiment sul titolo ci sembra essere esagerato visto che Adecco ha potuto migliorare i suoi margini negli ultimi trimestri ed annunciato lo scorso novembre un programma di buy-back per €400 milioni. Ultimo prezzo di chiusura nel 2007: CHF 61,25
Stop-loss consigliato: CHF 52,00
 
Allied Irish Banks (IE0000197834)
La crisi dei mutui subprime ha caratterizzato lo scorso anno borsistico ed il suo spettro dovrebbe continuare a pesare nel breve termine sui mercati finanziari. Non bisogna però dimenticare che ogni crisi crea sempre anche delle interessanti opportunità d'investimento. Anche le crisi più gravi hanno, prima o poi, una fine. Tra qualche mese la crisi dei mutui subprime potrebbe appartenere al passato. Nonostante i rischi gli investitori dovrebbero perciò seguire, a nostro avviso, molto da vicino il settore bancario. Alcuni titoli sembrano essere già stati penalizzati più del dovuto, un possibile calo dei timori legati alle turbolenze sul mercato del credito potrebbe condurre ad un loro forte apprezzamento durante il corso dell'anno. Tra questi titoli ci sembra particolamente interessante quello di Allied Irish Banks (abbr. AIB). A causa della crisi dei mutui subprime Allied Irish Banks ha perso, come la maggior parte dei titoli del settore bancario europeo, dai suoi massimi della scorsa primavera circa un terzo del suo valore. La prima banca irlandese per capitalizzazione di borsa ha indicato però lo scorso 6 dicembre di essere poco esposta sul mercato statunitense dei mutui ipotecari ad alto rischio e confermato le sue stime per l'intero esercizio. Nonostante delle svalutazioni per circa €140 milioni Allied Irish Banks prevede per il 2007 una crescita del suo utile per azione del 13%. Allied Irish Banks ha osservato che la domanda dei suoi prodotti e servizi sta continuando ad essere robusta ed espresso inoltre ottimismo sul 2008. Nonostante Allied Irish Banks si attenda un ulteriore peggioramento della situazione nel settore tutte le sue quattro divisioni (Irlanda, Gran Bretagna, Polonia e Capital Markets) dovrebbero registrare quest'anno una crescita dei loro utili. Ciò vuol dire che Allied Irish Banks potrebbe guadagnare nel 2008 almeno €2,10 per azione. Il p/u del titolo è quindi pari a circa 7,5. Allied Irish Banks quota dunque a sconto rispetto all'intero settore bancario europeo nonostante i suoi limitati rischi e le sue promettenti prospettive. Nei prossimi anni  Allied Irish Banks dovrebbe beneficiare soprattutto della sua buona posizione di mercato in Polonia dove controlla Bank Zachodni WBK. La stabile crescita e la solida situazione finanziaria dovrebbe permettere infine ad Allied Irish Banks di aumentare ulteriormente il suo dividendo. Lo yield del titolo è al momento di circa il 5%.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2007: €15,69
Stop-loss consigliato: €13,40
 
Applied Materials
(US0382221051)
Applied Materials è la prima impresa al mondo delle infrastrutture per la produzione di semiconduttori. Anche Applied Materials ha registrato durante gli scorsi mesi una debole performance. Le imprese produttrici di chip stanno infatto riducendo i loro investimenti a causa del rallentamento della crescita economica. A novembre gli ordini ricevuti dalle imprese fornitrici di infrastrutture per la produzione di semiconduttori sono sceso nell'America settentrionale ai loro più bassi livelli dal 2005. Come spiegato nel nostro articolo di introduzione la scelta dei nostri dieci titoli per il 2008 è stata fatta però con un'ottica di almeno un anno. Nonostante la situazione di breve termine non sia promettente Applied Materials potrebbe quotare alla fine del 2008 ad un prezzo chiaramente superiore a quello attuale. Ci sono infatti delle buone probabilità che la domanda nel settore dei semiconduttori possa riaumentare nella seconda metà di quest'anno. Applied Materials sta inoltre premendo l'acceleratore per rafforzare le sue attività nell'energia solare. Applied Materials potrebbe generare nel giro dei prossimi tre anni il 10% del suo volume d'affari con la vendita di apparecchiature per la produzione di energia fotovoltaica. La forte crescita di Applied Materials sul mercato dell'energia solare potrebbe già quest'anno in gran parte compensare il calo delle vendite delle infrastrutture per la produzione di semiconduttori. Applied Material presenta al momento una bassa valutazione rispetto alla sua media storica e si trova in una solida posizione finanziara. L'impresa californiana dispone attualmente nelle sue casse di $2,4 miliardi. Secondo delle indiscrezioni riportate ultimamente da Citigroup Applied Materials potrebbe inoltre presto annunciare un importante processo di riassetto per ridurre i suoi costi e per aumentare la sua efficienza. Per questi motivi Applied Materials rappresenta a nostro avviso un interessante investimento nel settore high-tech per i prossimi dodici mesi.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2007: $17,76
Stop-loss consigliato: $14,90
 
BB Medtech (CH0000428661)
In virtù dell'attuale situazione di mercato almeno un titolo del settore dei servizi medici, delle tecnologie e strumenti medicali (in inglese "medtech & healthcare") ci sembra essere un obbligo per ogni portafoglio. Le imprese del comparto registrano infatti anche nei periodi di rallentamento economico dei buoni margini di crescita visto che i consumatori di norma non possono o non vogliono risparmiare sulla propria salute. BB Medtech è una società d'investimento specializzata nel settore del "medtech & healthcare". Come l'impresa "sorella" BB Biotech, anche BB Medtech viene amministrata dalla Bellevue Asset Management della svizzera Bank am Bellevue. Dato che BB Medtech è una specie di fondo chiuso il titolo è chiaramente a carattere difensivo. Le quattro partecipazioni principali nel portafoglio di BB Medtech sono al momento: Nobel Biocare (38,2% del portafoglio), l'impresa elvetico-svedese è il leader mondiale per quanto riguarda l'implantologia orale; Qiagen (17,3%), prima impresa al mondo dei prodotti che servono a isolare e purificare gli acidi nucleici, fondamentali per la ricerca biotecnologica; Sonova Holding (15,1%), uno dei tre più grandi produttori mondiali di sistemi acustici; Tecan (11,1%), impresa impegnata nella fornitura di strumenti scientifici per laboratori. Il titolo di BB Medtech, che è quotato sia alla Borsa di Zurigo che al tedesco TecDax, ha messo a segno nel 2007 solo dei moderati guadagni a causa della debole performance di Nobel Biocare. Sul titolo dell'impresa elvetico-svedese hanno pesato durante lo scorso anno la sostituzione del suo CEO Heliane Canepa e lo scontro con le autorità sanitarie svedesi sulla sicurezza di alcuni prodotti. Le prospettive di Nobel Biocare restano però molto promettenti visto che il fabbisogno di protesi dentarie dovrebbe continuare ad aumentare nei prossimi anni. Il numero delle persone che ricorrerà al dentista e all'odontotecnico dovrebbe infatti crescere notevolmente in futuro soprattutto nei paesi emergenti.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2007: €44,33
Stop-loss consigliato: €39,10
 
Chubu Electric (JP3526600006)
Un altro settore che ogni investitore dovrebbe sovrappesare nel suo portafoglio almeno nei primi mesi di quest'anno è quello delle utilities. I titoli del comparto hanno già beneficiato ultimamente del loro carattere difensivo. Tra le diverse opportunità d'investimento abbiamo deciso di puntare su Chubu Electric, il terzo produttore giapponese di energia. Il mercato azionario del Paese del Sol Levante ha registrato nel 2007 una deludente performance. Soprattutto le ulteriori prospettive degli esportatori sembrano essere al momento poco promettenti a causa dei rischi di recessione negli USA e della solidità dello yen. D'altra parte i titoli giapponesi presentano, rispetto alla loro media storica, delle moderate valutazioni e potrebbero per questo motivo venir riscoperti dagli investitori nel corso dell'anno. In questo contesto Chubu Electric sembra essere un investimento ideale. Se il sentiment sulla Borsa di Tokyo dovesse infatti rimanere negativo il titolo dovrebbe continuare a beneficiare del suo carattere difensivo e sovraperformare l'intero mercato. Allo stesso tempo Chubu Electric potrebbe apprezzarsi notevolmente in caso i titoli giapponesi dovessero tornare nel focus degli investitori. Chubu Electric non presenta infatti solo una moderata valutazione. Gli affari dell'azienda con sede a Nagoya si trovano in chiara ripresa. Nel primo semestre del corrente esercizio Chubu Electric ha potuto aumentare i suoi ricavi del 7,3% a ¥1,18 bilioni ed il suo utile netto del 38% a ¥93,2 miliardi. Era dal 2004 che Chubu Electric non registrava nel primo semestre sia un aumento dei suoi ricavi che dei suoi utili. Chubu Electric dispone inoltre di interessanti prospettive di crescita in virtù della riscoperta dell'energia nucleare e potrebbe aumentare i versamenti di capitale ai suoi azionisti. La scorsa estate Chubu Electric ha già lanciato un programma di buy-back per un volume di ¥10 miliardi.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2007: ¥2915
Stop-loss consigliato: ¥2510

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Redazione (Francoforte) 8.45