
FINANZA
Il termine
finanza, ma anche il termine francese “finance”,
derivano dal latino medioevale “finantia”. Inizialmente,
il termine “finantia” assumeva il duplice significato di
“quietanza finale” e “definizione amichevole di una controversia”.
La parola "finantia" è riconducibile
a “finare” (terminare, concludere, far quietanza
ed obbligarsi a pagare). In seguito questo il termine ha assunto il significato
di prestazione pecuniaria, denaro contante
per il quale si definiscono in generale gli affari.
La teoria della finanza ha da sempre concentrato l’attenzione
sull’analisi del mercato del credito
(istituti di credito e mercato borsistico), poiché il suo sviluppo,
generalmente, veniva fatto dipendere dall’aumento del
reddito. Gli istituti di credito e il mercato borsistico, da
quando hanno fatto la loro comparsa, hanno avuto un ruolo di
primo piano nell’evoluzione dei sistemi finanziari
mondiali. Va ricordato, che la più antica banca del mondo, il
Monte Paschi di Siena, fu istituita nel 1472,
mentre la prima operazione di compravendita di titoli avvenne
nel 1500 nella città fiamminga di Bruges, all’interno
di un palazzo sulla cui facciata erano scolpite tre borse, stemma
di famiglia dei Van De Borse, ed è da qui che
deriverebbe il nome attuale di “borsa”,
inoltre, in quest’epoca si utilizzava la terminologia
di “lettera” e “denaro” per la compravendita,
ancora oggi adottata, in quanto chi acquistava offriva
denaro, mentre chi vendeva offriva una lettera all’acquirente
per certificare l’avvenuto scambio. Da allora nel mondo,
sia gli istituti di credito e sia le piazze
borsistiche si moltiplicarono.
Nella società contemporanea il termine finanza
è definibile come la disciplina che studia i flussi
di denaro che intercorrono tra individui (finanza personale),
imprese (finanza aziendale) e Stati (finanza pubblica):
- finanza personale, ci si riferisce alla gestione
dei flussi monetari degli individui, e richiama il concetto
di risparmio, definibile come: parte del reddito non utilizzato
per spese correnti, cioè consiste in un accantonamento che i
soggetti pongono in essere per un loro utilizzo futuro, programmato
o imprevedibile;
- finanza aziendale, riguarda le decisioni
di investimento, finanziamento e le politiche dei dividendi
aziendali. L’investimento, è relativo all’impiego
di risorse aziendali per lo sviluppo di un determinato progetto
che abbia come finalità il conseguimento di un futuro utile,
tale risultato economico viene previsto dall’azienda,
attraverso la valutazione del rendimento atteso. Mentre invece,
con il termine finanziamento, ci si riferisce alle decisioni
della struttura finanziaria ottimale per l’azienda, ovvero
la migliore combinazione tra capitale proprio e debiti. Infine,
per quanto riguarda la politica dei dividendi posta in essere
dall’azienda, ci si riferisce alle tattiche di distribuzione
di un dato ammontare di utile presso i soci, in relazione alle
quote o azioni da essi possedute;
- finanza pubblica: ci si riferisce ai flussi
monetari gestiti da organismi ed enti di pubblica amministrazione.
Si parlerà di finanza pubblica locale, riferendosi a quella
parte di finanza pubblica gestita da enti periferici, attraverso
una logica ed un processo di decentramento finanziario e potenziamento
dell’autonomia locale. Mentre invece, si parlerà di finanza
pubblica statale quando ci si riferisce a quella parte di finanza
gestita dal governo di un paese/nazione. La finanza pubblica
rientra nella sfera della scienza delle finanze, disciplina
che studia il settore pubblico dell’economia.
L’analisi qui condotta, ha cercato di evidenziare le connotazione
della finanza in relazione ai soggetti, ma è possibile utilizzare
un’altra prospettiva, di recente introduzione, in relazione
al comportamento sul mercato di tali soggetti economici, facendo
così assumere al termine finanza connotazioni diverse, tra le
principali individuabili in:
- finanza cognitiva o comportamentale: studia
il comportamento dei mercati finanziari considerando gli aspetti
psicologici-cognitivi degli operatori economici, e cerca di
evidenziare come la limitata razionalità individuale, le distorsioni
involontarie e le incoerenze nei giudizi, dovute a fattori quali:
sociali, psicologici, percettivi, ed emotivi degli operatori
economici, danno origine a fluttuazioni di mercato non imputabili
a variazione dei fondamentali, ma bensì a fattori esterni generando
così, inefficienze di mercato;
- finanza etica: è definibile come la finanza
che seleziona e gestisce un dato investimento nel rispetto di
determinati criteri etici-morali e di natura sociale. Per cui,
l’investitore etico si preoccuperà non solamente del rendimento,
ma anche: di conoscere le ragioni di fondo che realizzano tale
redditività, le caratteristiche e la locazione dell’investimento. Il concetto
di finanza etica è applicabile a tutti gli operatori economici,
sia che questi siano singoli investitori, istituzioni finanziarie,
intermediari, etc.
A cura di Roberto Ercole (Novembre 2006)