HEDGE FUNDS

Gli Hedge Funds sono per la legislazione italiana del risparmio dei Fondi Speculativi. In realtà gli Hedge Funds sono stati però creati con un intento esattamente opposto, ovvero per avere la possibilità di mettere in atto strategie di ricopertura (hedging, da cui il nome Hedge), abbassando i rischi di perdite. L'americano Alfred Jones, che nel 1950 creò il primo Hedge Fund, vendeva infatti azioni allo scoperto (short selling) per ridurre la volatilità del portafoglio e per tutelarsi da degli eventuali ribassi dei mercati.
Vi sono molte diversità strutturali tra Hedge Funds e fondi comuni (i Mutual Funds), soprattutto di natura operativa. La prima e più importante consiste nella totale libertà di investimento del gestore dell'Hedge Fund in relazione alla classe di attività, alla localizzazione geografica, alla direzione del mercato (rialzo o ribasso) e alle strategie da adottare.
Partiamo da quest'ultimo punto. I fondi comuni a strategia attiva oppure passiva, cioè di replica di benchmark di riferimento, non possono mai vendere titoli allo scoperto, operazione che invece sta alla base dell'operatività di un Hedge Fund.
Un fondo comune si deve attenere all'investimento nell'area geografica che ha dichiarato di coprire, e i titoli su cui puntare devono appartenere alla tipologia indicata nello statuto del fondo (per esempio azionario Italia, obbligazionario area euro, etc.). Queste caratteristiche permettono di assegnare il fondo comune a una delle categorie definite in Italia da Assogestioni ed aiutano l'investitore a capire il grado di rischio dell'investimento. Tutto questo non accade per gli Hedge Funds, che possono investire i capitali dove preferiscono e acquistare titoli senza nessun tipo di limitazioni, dalle azioni, alle obbligazioni fino ai derivati, come futures e opzioni.
Grazie alla possibilità di vendere allo scoperto i gestori dei fondi speculativi non solo possono tutelarsi da un calo dei mercati, ma addirittura guadagnare, in quanto se un gestore è bravo, riesce a sfruttare una fase negativa del mercato rovesciando le posizioni rialziste in ribassiste. Ecco perché i gestori di Hedge Funds non solo sono remunerati attraverso una commissione di gestione (management fee), ma anche con una commissione sulla performance (performance fee) che in genere varia tra il 10% e il 25% del guadagno annuo.
Gli Hedge Funds tra loro si distinguono per la strategia di gestione adottata. Infatti, se è vero che nessuna limitazione obbliga il gestore, è anche pur vero che comunque questi adotta un approccio di investimento costante che permette di potere classificare il fondo in una macro categoria.
Perciò i fondi Hedge, a seconda della strategia adottata, possono essere così classificati:
Relative value o market neutral, il cui obiettivo è di mantenere un'esposizione neutrale nei confronti del mercato, indipendentemente dai titoli privilegiati, siano essi azioni, obbligazioni o derivati.
Event driven, i fondi si focalizzano su gruppi di titoli soggetti ad operazioni aziendali straordinarie, come ristrutturazioni, fusioni, incorporazioni, operazioni sul capitale ecc. Per i loro investimenti i gestori che usano un simile approccio si basano sulla ricerca fondamentale e la conoscenza dei settori industriali.
Equity hedge, i fondi basano l'investimento in titoli azionari indipendentemente dal loro andamento (quindi adottando strategie long oppure short). La strategia è direzionale, cioè cavalca i trend del mercato e perciò può essere considerata diversa da quella messa in atto dagli Hedge Funds market neutral.
In questa categoria rientrano le strategie probabilmente più famose che hanno portato alla ribalta mondiale, nel bene e nel male, degli Hedge Funds: long/short strategies e short selling strategies. I primi basano l'operatività nello sfruttamento dei trend assumendo posizioni al rialzo o al ribasso assecondando la tendenza dei prezzi del mercato. Simile è la strategia operativa degli short selling funds, con la differenza però che questi sono specializzati nell'assumere posizioni allo scoperto (in vendita).
Global asset allocation, questa strategia è tipica dei Global Macro Funds. Sono fondi che si distinguono non tanto per la strategia adottata, investono a 360° su tutti i mercati del mondo soprattutto su titoli liquidi, quanto per le dimensioni dei capitali a disposizione. In genere sono fondi sovrani, appartenenti cioè a Stati che devono reinvestire l'enorme liquidità accumulata con le esportazioni di petrolio, come quello di Abu Dhabi, l'ADIA (Abu Dhabi Investment Authority), primo al mondo per dimensione e che può vantare capitali per 625 miliardi di dollari (fonte: FMI, dati del 2007); o quello norvegese, il Global, che con 322 miliardi di dollari (fonte: FMI, dati del 2007) è il secondo al mondo per dimensioni. Appartiene a questa categoria anche lo storico Quantum di George Soros, che nel 1992 speculò contro Sterlina e Lira spingendo fuori la nostra valuta dallo SME e obbligando la Banca d'Italia a svalutare del 7%.
Anche in Italia è possibile sottoscrivere quote di fondi di investimento speculativo, così come sono definiti gli Hedge Funds. Tuttavia la sottoscrizione è vincolata ad alcune regole. Anzitutto il taglio minimo dell'investimento è pari a 500mila euro, soglia che teoricamente dovrebbe limitare l'ingresso solo a chi ha grosse disponibilità e quindi può meglio sopportare le perdite a cui gli Hedge Funds possono essere soggetti. Inoltre, il limite massimo di sottoscrittori è 200, a differenza degli investitori di un fondo comune, che teoricamente possono essere di un numero illimitato.
Riguardo le strategie, sono le stesse adottate da tutti i fondi Hedge. Una categoria particolare è quella dei fondi di fondi Hedge. Si tratta di fondi Hedge veri e propri ma che investono in quote di altri fondi appartenenti alla categoria degli Hedge Funds, senza limitazioni alla percentuale di portafoglio investita in uno stesso fondo.
Una curiosità. In Italia per legge è vietata la sollecitazione all'investimento in Hedge Funds. Significa che non troverete pubblicità di SIM che ne offrono quote in sottoscrizione. Per conoscere quali fondi speculativi sono distribuiti nel nostro Paese, si può fare riferimento alle pagine delle tabelle sul risparmio gestito dei maggiori quotidiani economici italiani.

Lorenzo Masini (Marzo 2008)