IPO - Offerta pubblica iniziale

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IPO è l'acronimo di Initial Public Offering. © Shutterstock
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IPO è l'acronimo in lingua inglese di Initial Public Offering, ovvero Offerta Pubblica Iniziale. Un’IPO è un'offerta al pubblico di titoli di una società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato.

Le imprese il cui capitale è detenuto da uno o più imprenditori o/e da un ristretto gruppo di azionisti decidono di aprirsi ad un pubblico di investitori più ampio per migliorare la propria immagine, ampliare il proprio potenziale, raccogliere risorse per ridurre l’indebitamento o per nuovi investimenti, cedere in tutto o in parte il controllo della società.

Inoltre le aziende che sbarcano sul mercato possono strutturare operazioni di finanza straordinaria, come fusioni e acquisizioni, utilizzando azioni come mezzo di pagamento.

Modalità di presentazione di una IPO

Una IPO può essere presentata attraverso diverse modalità:

  • mediante l’emissione di nuove azioni offerte in sottoscrizione (Offerta Pubblica di Sottoscrizione, OPS);
  • attraverso la vendita di azioni già in possesso degli azionisti (Offerta Pubblica di Vendita, OPV);
  • utilizzando entrambe le modalità (Offerta Pubblica di Vendita e Sottoscrizione, OPVS).

In cosa si differenziano queste operazioni? Una OPS prevede oltre alla quotazione un contestuale aumento di capitale sociale, in quanto sono collocate sul mercato azioni di nuova emissione. Le azioni vengono create ex novo e fatte sottoscrivere ai vecchi e nuovi azionisti.

L'offerta comporta un aumento di capitale per la società e una raccolta di capitale positiva per l’impresa. Una OPV invece prevede la vendita, parziale o integrale, dei titoli detenuti dagli azionisti controllanti della società. In questo caso non vi è una raccolta di capitale per l’impresa, ma unicamente una raccolta di liquidità per gli offerenti.

Quotarsi in borsa: le analisi delle società

Una società decide se quotarsi o meno facendo un'attenta analisi dei costi/benefici dell'operazione. La quotazione, infatti, comporta anche dei costi, fissi per quanto riguarda lo sbarco in Borsa e ricorrenti per gli anni successivi.

Il primo via libera alla quotazione arriva dal Consiglio di Amministrazione della società, che successivamente stende il prospetto informativo, che poi deve ricevere il nulla osta della Consob per la pubblicazione. Successivamente Borsa Italiana decide l’ammissione alla quotazione.

Una volta definiti la quantità e il prezzo di collocamento delle azioni, prende il via l’offerta pubblica di vendita e/o di sottoscrizione e successivamente l’ inizio delle negoziazioni. Una matricola, così si chiamano in gergo le società che decidono di quotarsi sui mercati regolamentati, per completare tutte le fasi necessarie alla quotazione impiega circa 4-6 mesi.

Molte società ambiscono alla quotazione a Wall Street, nonostante si sia registrato un leggero decremento del trend a partire dallo scandalo Enron nel 2001.

Le aziende che decidono di quotarsi sul New York Stock Exchange e sul Nasdaq lo fanno soprattutto per ottenere ampia visibilità e nonostante gli elevati oneri, che risultano circa il doppio rispetto a quelli richiesti dalla Borsa di Londra.

Curiosità

Le maggiori IPO della storia americana sono state quella di Visa nel 2008, che raccolse quasi 18 miliardi di dollari, e quella di Facebook nel 2012, che raccolse oltre 16 miliardi di dollari. 
 

Cristina Scipioni (Giugno 2013)
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