In un clima di avversione al rischio crescente, lo yen sembra beneficiarne meno del previsto. Colpa, se così si può dire, del posizionamento geografico troppo vicino al centro delle tensioni internazionali, rappresentato attualmente dalla Corea del Nord.

Dunque, in un contesto in cui la BoJ è vista restare espansiva, l’avversione al rischio sta rafforzando lo yen meno di quanto alcuni analisti prevedevano. La forte avversione al rischio delle ultime settimane, complici le tensioni geopolitiche proprio nell’area asiatica, ha fatto apprezzare la valuta giapponese, ma il balzo in avanti in un clima di crescente risk adversion è inferiore al "solito".

Il classico ruolo di valuta rifugio dello yen è infatti stato parzialmente pregiudicato dalla vicinanza geografica fra il Giappone e la Corea del Nord, con ciò che ne deriva sulla volatilità e sull'aleatorietà di quel che potrebbe accadere nella macro area.

Peraltro, dalla BoJ, in vista del meeting del 21 settembre, sono recentemente arrivate le dichiarazioni di Masai che ha confermato come l’obiettivo di inflazione al 2 per cento sia ancora lontano, sottolineando che sarebbe affrettato modificare il target fissato per i prezzi. Circa gli ultimi movimenti di mercato dello yen, Masai ha detto che il differenziale tassi è solo una delle variabili che influenzano i movimenti della valuta giapponese.

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