Gli analisti nel corso delle ultime settimane hanno confermato un outlook abbastanza cauto e neutrale sul comparto delle materie prime relativo ai metalli preziosi, e in particolar modo sull'oro. Il tutto, nonostante il blando apprezzamento del dollaro ed a fronte del prosieguo del ciclo di rialzi della Fed, con l’ultimo aggiustamento del 2017 previsto per dicembre.

Il quadro, che va a completarsi con una sostanziale debolezza dei fondamentali, potrebbe essere influenzato in misura decisiva dall'evoluzione delle differenti fasi di propensione o di avversione al rischio, che rimangono un possibile stimolo (più o meno rialzista) per oro e argento. Tuttavia, solo un eccessivo acuirsi delle tensioni geo-politiche, con esiti catastrofici, sembra poter essere lo shock che potrebbe mutare radicalmente le carte in tavola: uno scenario non probabile e non auspicabile, che naturalmente ci auguriamo di non dover affrontare.

Meglio dunque concentrarsi su scenari più possibili, come quello di un surriscaldamento dell’inflazione, che passi per un recupero ulteriore delle quotazioni petrolifere, favorendo così un miglioramento delle previsioni per il settore. Anche in questo caso però non parliamo di uno scenario centrale, soprattutto per questa parte finale di anno.

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