Il governatore della Bank of Japan, Kuroda, ha affermato pubblicamente che l’economia nipponica si sta espandendo a un ritmo moderato, attendendosi un graduale ritorno dell’inflazione verso il target del 2 per cento. Kuroda ha inoltre affermato che comunque la BoJ continuerà ad espandere la base monetaria fino a quando l’inflazione non sarà al di sopra dell’obiettivo sopra anticipato.

In ogni caso, gli analisti sono convinti che nessuna misura di inflazione potrà avvicinarsi al 2 per cento per almeno un paio d’anni: sia sufficiente pensare come il CPI al netto di alimentari freschi ed energia ad agosto fosse in aumento di 0,2 per cento anno su anno, e come difficilmente il gap che separa il CPI dal target potrà essere colmato sul breve periodo.

Sempre gli analisti si dicono convinti che, stando a quanto sta maturando in questi mesi, la politica monetaria giapponese divergerà in misura crescente da quella delle altre banche centrali dei paesi industrializzati nel 2018-19. La BoJ potrebbe altresì detenere circa il 50 per cento dei JGB entro il 2020 (40 per cento era la proporzione a marzo 2017).

Nel frattempo, il voto anticipato per il rinnovo della Camera Bassa, fissato per il 22 ottobre, dovrebbe portare al mantenimento di un governo guidato dall’LDP per altri 4 anni, nonostante l’incertezza generata dall’aumento di consensi per il nuovo partito fondato dalla governatrice di Tokio, Koike.

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