L'oro? Forse non è proprio il momento giusto per comprare, visto e considerato che quasi nessun analista ritiene che il picco dei 1.358 dollari l’oncia che è stato toccato lo scorso 8 settembre possa essere poi replicato a breve termine. In tal senso, gli esperti sembrano essere piuttosto concordi nel ritenere valido attendersi un metallo giallo intorno ai 1.200-1.250 dollari da qui a fine anno, ma non di più.

Più nel dettaglio, Ulrich Stephan di Deutsche Bank ha recentemente ipotizzato per i propri clienti un oro intorno a quota 1.230 dollari a fine 2018, circa il 5% in meno rispetto alle quotazioni attuali, mentre gli analisti di Goldman Sachs hanno previsto che il metallo giallo chiuderà l’anno a 1.250 dollari ma successivamente potrebbe addirittura scendere fino a 1.100 dollari.

Insomma, non è proprio il momento giusto per comprare, e forse non lo sarà ancora a lungo, tanto che Ifigest afferma che gli investitori che hanno oro in portafoglio potrebbero avere convenienza a vendere oggi per poi ricomprare a un prezzo più basso, anche perchè chi teme l'inflazione in ripresa e desidera mettersi al riparo dall’aumento dei prezzi, probabilmente ha oggi delle opzioni che sembrano più interessanti, come le banche.

Per poterne sapere di più bisognerà però mettere nel mirino quel che avverrà sul fronte delle banche centrali e, in particolar modo, su quello della Federal Reserve. Tassi di interesse più alti significano infatti maggiori rendimenti per le obbligazioni e un rafforzamento del dollaro, rendendo così tali asset più appetibili, soprattutto se la decisione di una stretta monetaria avviene in uno scenario di inflazione contenuta.

Si tenga conto, in tal senso, che oggi i mercati danno quasi per scontato, con una probabilità dell’80%, che la Federal Reserve possa alzare nuovamente i tassi a dicembre, mentre - anche se vi sono evidenti certezze in merito - nel corso del 2018 sono attese altri due ritocchi al rialzo.

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA