La Borsa di Tokyo potrebbe tornare a brillare

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Dalla Newsletter di Borsainside del 15.03.2010:

L'interesse per il mercato azionario giapponese è da anni piuttosto basso. La maggior parte degli investitori istituzionali continuano a sottopesare il Giappone nei loro portafogli. A a causa della deflazione e della solidità dello yen il sentiment nei confronti del Paese del Sol Levante si trova al momento a dei minimi storici. A nostro avviso un tale pessimismo è esagerato e crea delle interessanti opportunità d'investimento. Le attese verso il Giappone sono cosi' basse che ogni segno di miglioramento potrebbe far scattare un rally. La valutazione dei titoli azionari giapponesi è in ogni modo attrattiva. Molte imprese quotano in borsa al di sotto del proprio valore contabile. Il mercato azionario giapponese dipende fortemente dall'andamento dello yen, al momento non ci sembra inopportuno speculare su un suo indebolimento e quindi su una conseguente ripresa della Borsa di Tokyo. Proprio venerdì scorso il Premier Yukio Hatoyama ha indicato infatti davanti al Parlamento che le attuali condizioni economiche del Giappone non giustificano la solidità dello yen. Secondo Hatoyama ci sarebbe bisogno di un'azione comune a livello internazionale per frenare la valuta giapponese. L'economia nipponica in effetti stenta ed ha bisogno di uno yen più debole. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che il PIL del Giappone crescerà quest'anno di solo l'1,7%. Non solo il Governo ma anche la Banca Centrale del Giappone sembra essere pronta ad intervenire con più decisione per sostenere l'economia del paese. Secondo delle voci di stampa che sono circolate negli ultimi giorni la Bank of Japan potrebbe annunciare già questa settimana delle nuove misure per allentare ulteriormente la sua politica monetaria.
Le imprese giapponesi si sono comunque adattate negli ultimi anni allo yen forte e sono diventate più competitive a livello globale. Soprattutto il costo del lavoro per unità di prodotto è stato sensibilmente ridotto. A nostro avviso il mercato sottovaluta inoltre le prospettive delle imprese giapponesi nel resto dell'Asia. La quota delle esportazioni del Giappone nel continente asiatico è aumentata negli ultimi venticinque anni dal 27% al 52%.
Visto che la domanda interna dovrebbe rimanere debole ci sembra consigliabile puntare, per i motivi sopra citati, soprattutto sui titoli degli esportatori. Tra i produttori di macchine industriali segnaliamo Komatsu (JP3304200003) e Hitachi Construction Machinery (JP3787000003). Entrambi dovrebbero continuare a trarre vantaggio dalla forte domanda dalla Cina e dall'India. Komatsu, il secondo produttore al mondo di macchine movimento terra, ha sul mercato cinese una quota di mercato del 23% e su quello indiano del 17%. La rivale Hitachi Construction Machinery è meno presente in Cina ma ha raggiunto in India una quota di mercato di ben il 50%.
Tra i maggiori beneficiari di un possibile indebolimento dello yen c'è sicuramente SMC (JP3162600005). Il leader mondiale nella produzione di componenti pneumatici per l'automazione industriale genera gran parte del suo giro d'affari al di fuori del Giappone. SMC ha potuto ridurre notevolmente i suoi costi e la domanda dei suoi prodotti in Asia ha registrato negli ultimi tempi una sensibile ripresa.
Interessante è anche Nidec (JP3734800000), leader mondiale dei motori degli hard-disk. La domanda a livello mondiale per i motori di precisione è in continua crescita. Per l'esercizio 2010 Nidec si attende un aumento del suo utile netto del 30%.
Come quasi tutte le grandi imprese giapponesi anche Kyocera (JP3249600002) è un conglomerato. Soprattutto le attività di Kyocera nell'energia solare ci sembrano essere promettenti. Mentre in alcuni paesi la remunerazione dell'energia elettrica immessa nella rete è stata ridotta in Giappone è stata di nuovo aumentata. Uno dei maggiori beneficiari è appunto Kyocera. Nel giro di tre anni Kyocera vuole aumentare la sua produzione di celle fotovoltaiche da 400 MW a 1.000 MW. In virtù di un rapporto prezzo/valore contabile di 1,3 Kyocera è tra le imprese meno care attive nelle tecnologie per le energie rinnovabili.
Tra i fondi d'investimento segnaliamo l'Oyster Japan Opportunities (LU0204988207) e lo Schroder ISF Japanese Equity (LU0236737465) . Entrambi sono coperti dal rischio di cambio ed hanno negli ultimi tempi convinto con una solida performance.
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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