Le borse dell'America Latina chiudono contrastate, male San Paolo

Il Bovespa ha perso il 3,5%. Moderate perdite per Città del Messico. Seduta positiva per Santiago del Cile e Lima.

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Le borse dell'America Latina hanno chiuso oggi contrastate. Il Bovespa a San Paolo ha perso il 3,5% a 58.968,50 punti. I timori legati ad un possibile aumento della concorrenza nel settore hanno pesato sui titoli degli operatori delle telecomunicazioni. Vivo (BRVIVOACNOR1) ha perso il 7,4%, TIM Participacoes (BRTCSLACNPR7) l'8,1%, Telemar (BRTLMPACNOR5) il 2,6% e Brasil Telecom (BRBRTPACNOR5) il 5,2%. Male anche i bancari. La banca centrale brasiliana ha stabilito lo scorso 31 gennaio che le banche devono detenere una quota di riserve sui depositi interbancari di almeno il 25%. La misura dovrebbe frenare il mercato del credito ed in questo modo anche la crescita dell'inflazione. Banco Itau (BRITAUACNPR3) ha perso il 4,3%, Banco Bradesco (BRBBDCACNPR8) il 2,7% e Banco do Brasil (BRBBASACNOR3) il 2,2%. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) e Vale (BRVALEACNPA3), i due titoli di maggior peso del Bovespa, hanno perso rispettivamente il 3,6% ed il 2,8%.
Dopo il crollo di ieri l'IPC a Città del Messico ha perso lo 0,6% a 27.929,29 punti. Le perdite del listino messicano sono state limitate dalla positiva performance di América Móvil (MXP001691213): +0,3% a MXN 31,37. Il colosso delle telecomunicazioni ha annunciato ieri dei dati di bilancio che hanno superato le attese degli analisti.
Tra gli altri listini dell'America Latina il Merval a Buenos Aires ha perso lo 0,7% e l'IGBC a Bogotà il 2,7%. L'IPSA a Santiago del Cile ha guadagnato l'1,1% ed il General a Lima lo 0,7%. L'IBVC a Caracas ha chiuso invariato.
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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