Brasile, nel dopo Rousseff sarà decisivo il progresso delle riforme

Ci sono segnali che l’economia brasiliana è sulla via della guarigione.

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Con una maggioranza superiore alle attese, il Senato del Brasile ha votato a favore della destituzione di Dilma Rousseff, facendone decadere la carica di Presidente, dopo la sospensione di maggio. Rousseff verrà sostituita da Michel Temer, già Presidente ad interim nel corso della sospensione.

L’impeachment di Rousseff era apparso sempre più certo, quindi è improbabile che il voto provochi rally significativi negli asset brasiliani. Semmai, alcune prese di profitto sono probabili come reazione iniziale. Le prospettive per gli asset del Brasile da qui in avanti dipendono ora dai fondamentali economici e dalla capacità del governo di Temer di intraprendere le riforme di cui il Paese ha fortemente bisogno.

Sul fronte della crescita, i dati sul PIL hanno confermato che prosegue il periodo di recessione più lungo mai registrato dagli anni ’30 per il Brasile. Tuttavia, ci sono segnali che l’economia è sulla via della guarigione. Il settore privato si sta riprendendo, con la crescita degli investimenti tornata in positivo sul trimestre, e i consumi delle famiglie stanno rallentando il loro declino precipitoso.

Il risveglio degli investimenti arriva in scia all’inversione di marcia della fiducia delle imprese, innescata principalmente dalle speranze per la rimozione di Rousseff e per le riforme politiche che dovrebbero avvenire sotto Temer.

È chiaro che ci sono dei rischi e che molte cose dipendono da un solo uomo. Il Presidente Temer e il suo governo sono stati legati allo scandalo sulla corruzione che ha colpito Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) e che ha intaccato anche Eletrobras (BRELETACNOR6). C’è la possibilità che ciò pregiudichi il governo di Temer così come ha compromesso quello di Rousseff, indebolendone la capacità di implementare le riforme.

Inoltre, diverse riforme sono già state diluite. Può darsi che si tratti di calcoli elettorali in vista delle elezioni locali di ottobre, ma gli investitori farebbero bene a tenere un occhio su questi sviluppi, come segnale dell’impegno del governo nei confronti delle riforme.

A cura di Craig Botham, Emerging Markets Economist, Schroders ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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