Investire sul petrolio, prezzi in aumento: preoccupa la crisi USA - Venezuela

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Le possibili sanzioni sul Venezuela incombono sulla stabilità del mercato del greggio.

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I prezzi del greggio sono aumentati, con il barile WTI che attraversa la soglia di 50 dollari per la prima volta da maggio 2017 ad oggi, sulla scia delle aspettative che gli stock statunitensi andranno a estendere il loro declino. Ad ogni modo, bene non “fidarsi” troppo di tale segnale: le scorte statunitensi rimangono di circa 90 milioni di barili al di sopra della loro media dei cinque anni, e secondo quanto affermano gli ultimi dati forniti dall'amministrazione statunitense per l'energia (EIA), la produzione è comunque forte, con una produzione settimanale vicina al più alto livello dal luglio 2015.

Piuttosto, attualmente il mercato sembra essere seriamente preoccupato per la possibile introduzione di nuove sanzioni statunitensi al Venezuela. A partire da ieri, la probabilità implicita di un default venezuelano nei prossimi 12 mesi è salita al 62 per cento, per il livello più alto dal marzo 2016 ad oggi, con una probabilità implicita per i prossimi cinque anni che è invece salita al 95 per cento, secondo i dati CDS di Bloomberg.

Un simile scenario avrebbe naturalmente impatti molto profondi sul mercato del greggio e dei prodotti petroliferi americani, considerato che gli Stati Uniti sono importatori netti del greggio venezuelano, con importazioni mediate di circa 741.000 barili al giorno nel 2016, secondo i dati EIA, mentre il Venezuela è un importatore netto di prodotti petroliferi statunitensi. Secondo Bloomberg, il Venezuela ha pompato 1,97 milioni di barili al giorno a giugno, per il livello più basso degli ultimi 14 anni.

Nel caso di nuove sanzioni, i principali beneficiari di un divieto di importazione di greggio venezuelano e di esportazioni di prodotti petroliferi americani in Venezuela sarebbero gli altri membri dell'OPEC, che potranno facilmente aumentare le esportazioni di greggio verso gli Stati Uniti e le esportazioni dei prodotti petroliferi verso il Venezuela e la Cina, che potrebbero inoltre beneficiare di importazioni più economiche di greggio venezuelano.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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