L’India ha recentemente aperto un nuovo fronte di conflitto nei confronti delle multinazionali. E a finire nel mirino del governo di Nuova Delhi è stata la Philip Morris, uno dei leader globali nel settore del tabacco, cui sono state contestate diverse pratiche commerciali scorrette, come ad esempio l’installazione di inserzioni di natura pubblicitaria nei chioschi delle città, o ancora la distribuzione gratuita di sigarette alle feste e nelle discoteche.

“Vi invitiamo a chiarire la vostra posizione e dimostrarci perché un'adeguata punizione non dovrebbe essere adottata nei confronti della società e dei suoi manager” – si legge nella missiva che è stata inviata dal Ministero della Salute a Philip Morris. Stando al contenuto del Cigarettes and Other Tobacco Products Act, oltre a una multa si rischia anche la condanna fino a due anni di carcere.

Peraltro, l’India ha messo nel mirino anche un altro produttore di sigarette, la ITC (il leader indiano nel settore), accusandolo di pratiche commerciali simili a quelle contestate a Philip Morris, e ricordando che “pubblicità diverse dall'elencare i diversi tipi di prodotti di tabacco disponibili, che siano affisse dentro o fuori dai locali, sono proibite e passibili di condanna”.

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