L’effetto del ciclone Enawo, abbattutosi sul Madagascar, sta determinando un forte incremento nel costo delle produzioni, e sta triplicando il costo delle bacche, oggi in grado di superare quota 500 euro al chilo, contro i 150 euro in media a cui veniva scambiata l’essenza prima della catastrofe.

Ma cosa significa quanto sopra? In termini estremamente sintetici, significa che per l’industria alimentare è un bel problema, tanto che alcuni dei principali colossi del food sono corsi ai ripari. Ma non è solo l’alimentare a soffrire: dalla cosmesi ai beni personali, la vaniglia è ampiamente diffusa in creme, profumi, essenze, e non solo.

Tra gli operatori che hanno già preso le opportune contromisure, Nestlè ha affermato che cercherà di arginare il costo con un diverso mix di approvvigionamento, con il taglio delle altre spese e – forse – anche con un aumento dei prezzi. Oddono, un noto produttore inglese di gelati, ha invece più drasticamente comunicato che non fabbricherà più il gusto alla vaniglia, riprendendo la produzione solo quando il raccolto 2017 arriverà sul mercato. In Svizzera, Movenpick ha aumentato il prezzo del gelato del 2,5%.

E nella cosmesi? Qui il margine è più alto dell’alimentare e gli stock sono a lunga scadenza. Dunque, gli effetti del ciclone dovrebbero essere più contenuti, soprattutto se – come sostengono gli analisti – il fenomeno non sarà destinato a durare ancora a lungo…

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA