Domani i membri dell'OPEC e la Russia si incontreranno a Vienna questa settimana per discutere di una possibile estensione al accordo sul taglio dei livelli di output, sulla base del quale il gruppo dovrebbe limitare la produzione di circa 1,8 milioni di barili al giorno (mb / g), ripartendo la contrazione dell’output in 1,2 mb / g di tagli alla produzione per i membri dell'OPEC e in 0,3 mb / g dalla Russia, e ancora in 0,3 mb / g da altri paesi non OPEC.

Per il momento, gli analisti ritengono che lo scenario più probabile sia quello di un'estensione dell’accordo a volumi invariati, con la Libia e la Nigeria che manterranno le loro attuali esenzioni e l'Iran che conserverà il suo attuale obiettivo di produzione.

Il focus dell’attenzione degli osservatori sembra dunque essere focalizzato soprattutto sulla durata della nuova estensione di questo accordo. Per la prima volta in assoluto, a giugno 2017 l'OPEC aveva annunciato un'estensione di nove mesi, violando la tradizione di revisione l'obiettivo di produzione cumulativo ogni sei mesi, ad ogni incontro biennale. In teoria, una proroga di tre mesi limitata dell'operazione in scadenza a marzo 2018 (cioè un'estensione fino a giugno 2018) getterebbe incertezza sulle prospettive del mercato petrolifero nella seconda metà del 2018. Anzi, secondo le previsioni sull'offerta e sulla domanda globali pubblicate dall'Internazionale Energy Agency (IEA) e Energy Information Administration (EIA), il mercato globale del greggio sarebbe in equilibrio o in piccolo surplus solo se l'OPEC e i suoi alleati non OPEC manterranno il proprio l'output in riduzione fino alla fine del 2018.

Il dipartimento statistico dell'OPEC, “previsore” principale, sta intanto prevedendo che il mercato globale del greggio registrerà un profondo deficit nella seconda metà, mantenendo i tagli attuali fino alla fine dell'anno. Un'estensione di tre mesi potrebbe innescare una svendita sul greggio, probabilmente spingendo i prezzi del Brent verso un livello di 55 dollari dopo l'incontro.

Al contrario, l'annuncio di una nuova estensione di nove mesi (fino a dicembre 2018) sarebbe molto apprezzato dai mercati finanziari in quanto suggerirebbe un mercato equilibrato per l'intero 2018. Un'estensione di nove mesi sarebbe coerente con il commercio del greggio del Brent a livello medio di 60 dollari dopo il meeting.

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA