Le quotazioni del petrolio si sono trascinate in discreto rialzo dopo che i produttori OPEC e non-OPEC hanno prolungato i tagli che erano in originaria scadenza a marzo 2018 fino alla fine del prossimo anno, per un totale di 1,8 milioni di barili al giorno.

Dal meeting di Vienna emerge anche una sorpresa positiva, che non tutti gli analisti stimavano: il coinvolgimento di Libia e di Nigeria, che erano invece state precedentemente escluse dai tagli produttivi, a cui è stato imposto un tetto di produzione che ricalca l'aggregato produttivo del 2017, senza però specificare limiti precisi (molti osservatori ritengono comunque che sia di 2,8 milioni di barili al giorno il livello più probabile come produzione aggregata).

Con l'occasione, è stata formalizzata altresì la riunione, ogni 3 mesi, del Joint Ministerial Monitoring Committee (JMMC), l'organo di controllo presieduto da Arabia Saudita e Russia, a cui spetta il compito di verificare l’aderenza all’accordo e analizzare l’evoluzione dei fondamentali di domanda e offerta per il petrolio.

A questo punto, nel corso della prossima riunione ordinaria dell’OPEC, che si terrà in giugno a Vienna, l’accordo sarà ovviamente rivisto, dovendo infatti tenere in considerazione l’eventuale evoluzione delle condizioni di mercato.

Sancito quanto sopra, gli analisti stimano che il Brent possa rimanere vicino ad una media di 60 dollari al barile nel corso delle prossime settimane: appare evidente come nel corso degli ultimi mesi i prezzi del petrolio siano saliti molto sulle attese di proseguimento dell’impegno di OPEC e alleati non-OPEC per stabilizzare i mercati del greggio e ridurre le scorte globali, con un impegno che è stato confermato e che rafforza il clima di ottimismo sul mercato.

A questo punto il settore petrolifero necessita però di uno stringente rispetto degli accordi sui tagli, di un recupero della domanda mondiale di petrolio e che i produttori di petrolio, non aderenti all'accordo, e i produttori di shale-oil non eccedano nella loro produzione. Sarà così?

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA