La Grecia preoccupa ma non sottovalutate il rischio Brexit

David Cameron ha promesso in caso di vittoria alle elezioni si terrà un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’UE.

CONDIVIDI

Dalla Newsletter di Borsainside dello scorso 20 aprile:

Dopo la "Grexit" un altro spettro è pronto ad aggirarsi sui mercati finanziari: la "Brexit", l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea a cui appartiene da più di quarant’anni. Mancano infatti meno di tre settimane alle elezioni parlamentari britanniche. Il voto del prossimo 7 maggio potrebbe avere conseguenze importanti per la tenuta del progetto europeo. Messo sotto pressione dall'ala destra del suo partito e dai successi dell'UKIP, la formazione politica nazionalista di Nigel Farage, il premier David Cameron ha promesso infatti che, in caso di vittoria del suo partito, si terrà un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea entro la fine del 2017. I conservatori faranno campagna per il "sì", sostiene Cameron, ma solo se Bruxelles farà importanti concessioni che salvaguardino "gli interessi britannici".

L'esito del voto è intanto molto incerto. I sondaggi rilevano Labour e Tory praticamente appaiati intorno al 33-34%, con proiezioni sui seggi che evidenziano l’impossibilità per i due principali partiti britannici di raggiungere una maggioranza autonoma. Neppure un’alleanza con i Liberal Democratici, in caduta libera nel gradimento degli elettori, basterà probabilmente per formare un nuovo governo. Molti osservatori scommettono su una coalizione a tre, una situazione difficile e piuttosto inusuale per il Regno Unito.
Si prospetta quindi un periodo inquieto, non solo per la sterlina e la Borsa di Londra, all’indomani delle elezioni, dovuto all'incertezza politica che seguirà e ai dubbi sul rapporto futuro con l’UE. Il FTSE 100 potrebbe di conseguenza continuare a sottoperformare l'EuroStoxx 50.

L'economia britannica ha registrato durante gli scorsi trimestri una solida crescita, soprattutto grazie ai bassi tassi d'interesse. Il recente apprezzamento della sterlina dovrebbe frenare però significativamente la congiuntura durante i prossimi mesi. La maggior parte degli economisti si attende inoltre che la Bank of England avvierà una stretta monetaria al più tardi all'inizio del 2016.

Ci sono tuttavia titoli britannici che nonostante tutti questi venti contrari potrebbero registrare una buona performance. Uno di questi è Marks & Spencer (GB0031274896). Il retailer britannico ha sorpreso positivamente all'inizio di aprile annunciando che le vendite dei prodotti generici (non alimentari) sono cresciute lo scorso trimestre a parità di perimetro dello 0,7%. Era da tre anni e mezzo che il reparto non registrava una crescita. Gli analisti avevano previsto un calo delle vendite dell'1,1%. Marks & Spencer ha beneficiato soprattutto del forte aumento del commercio elettronico. Le vendite della piattaforma online sono balzate del 13,8%. "Abbiamo fatto dei grandi progressi", ha commentato l'amministratore delegato, Marc Bolland. Gli ultimi risultati mostrano che le attuali collezioni di abbigliamento sono ben accolte dai consumatori. Bolland ha ribadito che il margine lordo dei prodotti generici è migliorato durante lo scorso esercizio dell'1,5-2,0%. Il reparto alimentari, con cui Marks & Spencer genera circa la metà dei suoi ricavi, ha confermato la sua solidità. Le vendite a parità di perimetro sono aumentate per il 22esimo trimestre di fila nonostante la pressione sui prezzi causata dalla crescente concorrenza da parte delle catene discount.

Interessante è anche BT Group (GB0030913577). L'ex monopolista delle telecomunicazioni ha annunciato a febbraio che acquisterà Everything Everywhere (EE), una joint venture di Deutsche Telekom (DE0005557508) e Orange (FR0000133308), per 12,5 miliardi di sterline. La transazione farà nascere il principale operatore integrato del Regno Unito. BT Group potrà aumentare la sua competitività offrendo attrattivi pacchetti che raggruppano servizi TV, Internet, telefonia fissa e mobile. Senza dimenticare le importanti sinergie. BT Group si attende dall'acquisizione di EE, entro quattro anni, risparmi di 360 milioni di sterline all'anno. Un altro punto a favore del titolo è l'elevato rendimento da dividendo.

Una compagnia sulla strada del successo è sicuramente easyJet (GB000164199). La linea aerea a basso costo guadagna costantemente quote di mercato. Le previsioni per il primo semestre sono state riviste al rialzo e le prenotazioni per il secondo semestre sono in linea con l’anno precedente. Il CEO Carolyn McCall ha avvertito che le fluttuazioni dei tassi di cambio potrebbero avere in futuro un impatto negativo, gli investitori scommettono tuttavia che easyJet beneficerà significativamente dei minori prezzi dei carburanti. Durante il corrente esercizio le capacità dovrebbero crescere del 5%.

Promettente è infine anche SABMiller (GB0004835483). Il secondo produttore al mondo di birra è tornato a crescere lo scorso trimestre in Cina. La crescita totale dei volumi ha superato nettamente le previsioni degli analisti. Il gruppo che possiede più di 200 marchi, tra cui Peroni, Fosters e Pilsner Urquell, dovrebbe continuare a beneficiare della sua forte presenza nei Paesi emergenti. Non è inoltre da escludere che possa riaccendersi il risiko della birra. La scorsa estate SABMiller ha tentato, senza successo, di acquistare Heineken (NL0000009165). Secondo delle indiscrezioni di stampa SABMiller avrebbe approcciato il rivale olandese per difendersi a sua volta da un possibile takeover di Anheuser-Busch InBev (BE0003793107), il numero uno del settore.

A cura di Gaetano Gulinelli ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Miglior Broker Consigliato

iqoptions