Cambio euro-dollaro: Riflettori puntati su Deutsche Bank e dati USA

Cambio euro-dollaro: Riflettori puntati su Deutsche Bank e dati USA
Sarà una settimana intensa per gli investitori nel Forex. © Shutterstock

La situazione di Deutsche Bank rimane incerta. Gli speculatori scommettono sul dollaro. Aumentano le posizioni nette lunghe sulla valuta statunitense.

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Le notizie relative a Deutsche Bank (DE0005140008) avranno anche la prossima settimana un forte impatto sul cambio euro-dollaro. La moneta unica è rimbalzata venerdì scorso dopo che l’agenzia stampa AFP ha scritto che la banca tedesca è vicina ad accordarsi con il Dipartimento di Giustizia degli USA su una multa di $5,4 miliardi. Si tratta di una somma decisamente inferiore ai $14 miliardi proposti dalle autorità statunitensi.

La notizia riportata da AFP non è stata però confermata. Fino a quando non ci sarà chiarezza sull’esito del contenzioso tra Deutsche Bank e gli Stati Uniti sui mutui subprime, i timori dei mercati non si placheranno. Non è quindi da escludere che l’euro possa presto tornare a soffrire.

A muovere il cambio euro-dollaro saranno inoltre, come di consueto, i dati macroeconomici (per avere una lista completa vedi: Wall Street: L’agenda della prossima settimana). Particolarmente attesi sono l’indice ISM manifatturiero e il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti.

L’indice ISM manifatturiero, in programma domani, era precipitato ad agosto, a sorpresa, sotto 50 punti per la prima volta da febbraio. Un valore inferiore a questa soglia segnala una contrazione, mentre un valore superiore indica una crescita. Dagli indicatori regionali relativi all’attività manifatturiera statunitense, come il Philadelphia Fed ed il Chicago PMI, sono arrivati durante le scorse settimane segnali di ripresa. Ci sono quindi delle buone possibilità che l’ISM rimbalzi. Gli economisti si attendono per settembre un aumento a 50,4 punti, dai 49,4 punti di agosto. Se l’indice dovesse rimbalzare più del previsto, la quotazione del dollaro dovrebbe reagire molto positivamente.

Ancora più importante è il rapporto sull’occupazione, in programma venerdì. I dati sul mercato del lavoro potrebbero cambiare le aspettative per la politica monetaria della Fed. Venerdì scorso i futures sui Fed Fund attribuivano il 59% di possibilità di un rialzo dei tassi nella riunione di dicembre. Le probabilità di un aumento del costo del denaro a novembre erano al 17%.

Secondo le stime degli esperti gli Stati Uniti dovrebbero aver creato a settembre 176.000 posti di lavoro. Un aumento dei nuovi occupati di oltre 180.000 unità dovrebbe far aumentare significativamente le probabilità di un rialzo dei tassi a novembre e mettere le ali al dollaro. Al contrario, se i nuovi occupati dovessero essere inferiori a 170.000 unità, il biglietto verde dovrebbe andare a picco visto che il forex sconta già che la Fed agirà a dicembre.

Intanto gli speculatori scommettono sempre più sul dollaro. Dagli ultimi dati del Commitment Of Trades (COT) emerge che le posizioni nette lunghe sulla valuta statunitense sono aumentate sul mercato dei future, nella settimana conclusasi il 27 settembre, ai massimi livelli da febbraio.

La Banca Centrale Europea ha fissato venerdì scorso il cambio euro-dollaro a 1,1161 (giovedì: 1,1221). L’euro è sceso la scorsa settimana dello 0,5%, ma si è apprezzato dall’inizio dell’anno del 2,8%.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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