Il prezzo del rame scende ai minimi da un mese, in settimana -2,1%

Il prezzo del rame scende ai minimi da un mese, in settimana -2,1%
Il prezzo del rame ha chiuso debole. © Shutterstock

Il future sul rame a tre mesi ha chiuso al LME in ribasso dello 0,8% a $4.675 per tonnellata.

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Il prezzo del rame è sceso oggi a Londra ai minimi da un mese. Aurubis (DE0006766504), il maggior raffinatore europeo di rame, ha annunciato che chiederà ai clienti un premio di 86 dollari per tonnellata per le forniture di catodi nel 2017. Si tratta di un calo del 6,5% rispetto ai 92 dollari di quest’anno. La notizia ha segnalato che sul mercato del rame sussiste un eccesso di offerta e una debole domanda.

Ieri Goldman Sachs aveva avvertito di attendersi un’accelerazione dell’offerta di rame nel breve termine. La banca d’affari ha per il prezzo del metallo rosso un target a sei mesi di $4.200 per tonnellata.

Il future a tre mesi ha chiuso oggi al LME (London Metal Exchange) in ribasso dello 0,8% a $4.675 per tonnellata. Nel corso della seduta il rame ha toccato un minimo a $4.623,25 per tonnellata, ovvero il più basso livello dal 12 settembre. Durante l’intera settimana il metallo ha lasciato sul terreno il 2,1%.

A pesare sul rame è stata inoltre anche oggi la forza del dollaro. Il biglietto verde si è rafforzato ulteriormente dopo che i solidi dati relativi ai prezzi alla produzione e alle vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno incrementato l’aspettativa che la Fed alzerà i tassi prima della fine dell’anno.

Se il dollaro si rafforza le materie prime denominate nella valuta statunitense, come il rame, diventano meno appetibili per chi possiede altre divise.

Il prezzo dell’alluminio ha perso oggi a Londra l’1% a $1.675 per tonnellata (invariato in settimana). Secondo Merrill Lynch i timori legati ad un aumento dell’offerta da parte della Cina sarebbero esagerati. “Le fonderie cinesi vorrebbero incrementare la loro produzione, ma non possono”, ha osservato la casa d’investimento in una nota. “Un importante fattore è che il tentativo delle fonderie di ridurre i loro costi operativi non è riuscito a causa della graduale fine del mercato orso del carbone termale”.

Il prezzo del nichel ha guadagnato lo 0,5% a $10.485 per tonnellata (+2,5% in settimana). Il ministro filippino dell’Ambiente ha dichiarato di non voler approvare nuove miniere al fine di fermare i danni dell’industria mineraria nel Paese. Le Filippine, il maggior produttore mondiale di nichel, hanno già chiuso o sospeso alcune miniere a causa dei rischi per l’ambiente.

Tra gli altri metalli industriali, il piombo ha guadagnato oggi lo 0,1% a $1.997 (-2,8% in settimana) e lo zinco lo 0,8% a $2.258 (-2,9% in settimana). Lo stagno ha perso lo 0,1% a $19.450 (-2,8% in settimana).

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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