Bank of America vede nero per la sterlina. L’istituto, uno dei maggiori cambiavalute a livello globale, prevede che la moneta britannica scenderà nel primo trimestre del 2017 fino a 1,15 dollari. Si tratta di una delle più pessimistiche previsioni dell’intera comunità finanziaria.

Il cambio sterlina-dollaro sale al momento sul forex dello 0,5% a circa 1,2300. Bank of America si attende che dopo aver toccato 1,15 dollari nei primi tre mesi del prossimo anno, la sterlina inizierà una lenta ripresa grazie al calo dell’incertezza riguardo all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Gli analisti la vedono tornare a 1,25 dollari entro la fine del 2017.

I dati legati all’economia britannica sono rimasti piuttosto robusti, nonostante i continui avvertimenti che l’esito del voto sulla Brexit avrà un impatto negativo sulla crescita. Bank of America crede tuttavia che le notizie relative all’attivazione dell'articolo 50 del trattato europeo, quello che regola la possibilità di recesso di uno Stato membro, metteranno in ombra le indicazioni che arriveranno dall’economia qualunque esse siano.

“La ricorrente correlazione tra la sterlina e le soprese relative ai dati macroeconomici rimane in territorio negativo: i mercati non credono né che la recente forza mostrata dagli indicatori sarà sostenibile, né che ciò condurrà ad un immediato cambiamento della funzione di reazione della Bank of England”, spiegano gli esperti.

Bank of America si aspetta che la Banca di Inghilterra taglierà i tassi d'interesse di 15 punti base allo 0,10%, che rappresenterebbe un nuovo minimo storico.

Esattamente due settimane fa Goldman Sachs aveva avvertito che la sterlina avrebbe potuto perdere fino al 25% rispetto al dollaro nell’intero 2016, ciò implica una quotazione a circa 1,12. Secondo l’autorevole casa d’investimento a stelle e strisce sulla sterlina peseranno i negoziati sulla Brexit, il peggioramento dei dati macroeconomici ed il rialzo dei tassi negli Stati Uniti.

Ancora più pessimista è Scotiabank che non esclude che la sterlina possa raggiungere la parità sul dollaro nel medio-lungo termine. Il broker stima che la “Brexit” possa condurre ad una recessione nel Regno Unito. Scotiabank ricorda che la sterlina ha già reagito in passato molto negativamente alle difficoltà dell’economia. Durante la crisi degli Ottanta la valuta britannica precipitò ai minimi storici a circa 1,000 dollari.

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA