Prezzo rame: La striscia positiva sale a tredici sedute, volano i minerari

Prezzo rame: La striscia positiva sale a tredici sedute, volano i minerari
Il prezzo del rame è salito anche oggi. © Shutterstock

Il future a tre mesi ha guadagnato al LME il 3,4% a $5.411 per tonnellata.

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Il prezzo del rame ha chiuso oggi al LME (London Metal Exchange) per la tredicesima seduta di fila in rialzo. Il future a tre mesi ha guadagnato il 3,4% a $5.411 per tonnellata. Si tratta del più alto livello dal luglio del 2015.

Gli investitori scommettono che l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti spingerà la domanda di rame. Nel suo primo discorso dopo il voto, il candidato repubblicano ha dichiarato di voler ricostruire le infrastrutture degli Stati Uniti e raddoppiare la crescita economica. Visto che i Repubblicani controlleranno anche Camera e Senato sussiste la possibilità che i suoi programmi diventino realtà.

Impulsi positivi per il prezzo del rame sono arrivati anche dalla Cina, il maggiore consumatore mondiale del metallo rosso. I prezzi alla produzione sono aumentati lo scorso mese nel Paese asiatico dell’1,2%. Si è trattato del più forte aumento dal dicembre del 2011. Gli economisti avevano previsto un aumento di solo lo 0,9%.

Tra gli altri metalli di base l’alluminio ha guadagnato oggi al LME l’1,3% a $1.753, il nichel il 2,8% a $11.575, il piombo lo 0,8% a $2.141 e lo zinco lo 0,5% a $2.490. Lo stagno ha perso l’1,3% a $21.275.

Il nuovo aumento dei prezzi dei metalli ha spinto i titoli dei principali titoli minerari al London Stock Exchange (LSE). Anglo American (GB00B1XZS820) ha guadagnato il 3,5% Antofagasta (GB0000456144) l’8,9%, BHP Billiton (GB0000566504) il 4,6%, Glencore (JE00B4T3BW64) il 6,8% e Rio Tinto (GB0007188757) il 6,8%.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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