Il prezzo del rame ha chiuso anche oggi al LME (London Metal Exchange) in moderato ribasso. Il future a tre mesi ha perso lo 0,5% a $5.760 per tonnellata. Durante l’intera settimana la quotazione del rame è scesa del 2%.

Julius Baer ha avvertito che le scommesse rialziste sul rame hanno raggiunto sul mercato dei future livelli eccessivamente elevati. Secondo la banca d’affari svizzera, inoltre, il metallo rosso non sarebbe uno dei maggiori beneficiari di un aumento delle spese nelle infrastrutture negli Stati Uniti. Gli analisti si attendono di conseguenza un’ulteriore discesa del prezzo del rame con un target a $5.200 per tonnellata.

Il nichel si è apprezzato oggi del 2,2% a $11.455 (-1,0% in settimana). Il metallo ha beneficiato della notizia secondo cui il governo filippino sospenderà l’attività in altre miniere a causa dei rischi per l’ambiente. Le Filippine sono il maggiore produttore mondiale di nichel ed hanno in precedenza già chiuso alcuni siti per motivi ambientali.

Tra gli altri principali metalli l’alluminio ha perso oggi al LME lo 0,5% a $1.714 (-2,5% in settimana), il piombo l’1,9% a $2.270 (-5,1% in settimana), lo stagno lo 0,1% a $21.055 (+0,6% in settimana) e lo zinco il 2,2% a $2.668 (-5,4% in settimana).

Quasi tutti i principali titoli minerari hanno chiuso oggi al London Stock Exchange (LSE) in ribasso. Antofagasta (GB0000456144) ha perso l’1,7%, BHP Billiton (GB0000566504) il 2,6%, Glencore (JE00B4T3BW64) il 2% e Rio Tinto (GB0007188757) lo 0,7%. Anglo American (GB00B1XZS820) ha guadagnato controtendenza lo 0,1%.

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