Prezzi metalli: Il rame frena, lo zinco allunga

Prezzi metalli: Il rame frena, lo zinco allunga
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Secondo alcuni analisti il recente rally del rame sarebbe stato eccessivo. Lo zinco è una delle materie prime preferite da Citigroup per il 2017.

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Dopo il balzo di ieri il prezzo del rame ha chiuso oggi al LME (London Metal Exchange) in ribasso. Il future a tre mesi ha perso l’1,1% a $5.884 per tonnellata. Ieri il rame si era apprezzato del 2,8%. Secondo alcuni analisti il recente rally sarebbe stato eccessivo perché dovuto alla speculazione e non ad un miglioramento dei fondamentali.

Il rame si è apprezzato a novembre di circa il 20% dopo l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Il mercato scommette che gli investimenti promessi dal tycoon newyorkese nelle infrastrutture spingeranno la domanda. Tuttavia la maggior parte degli esperti ritiene che gli investitori sopravvalutino il fattore Trump. Quest’ultimo non ha ancora fornito dettagli sui suoi piani e anche se gli acquisti di rame da parte degli Stati Uniti dovessero fortemente aumentare, l’impatto sul consumo globale dovrebbe rimanere moderato. Il mercato statunitense è infatti relativamente piccolo rispetto a quello della Cina, di gran lunga il maggiore consumatore mondiale del metallo rosso.

Sul prezzo del rame ha pesato oggi anche la ripresa del dollaro. Il Dollar Index è salito fino a 100,58 punti, dai 100,15 punti di ieri. Un dollaro più forte è un fattore negativo per i metalli, che sono denominati nel biglietto verde, perché li rende più cari per chi possiede altre divise.

Lo zinco ha guadagnato un ulteriore 1,2% e chiuso a $2.800 per tonnellata. Ieri il metallo era salito del 3,7%. Citigroup ha indicato in una nota che lo zinco è una delle sue materie prime preferite per il 2017. La banca d’affari si attende per il prossimo anno un prezzo medio di $2.590 per tonnellata.

L’alluminio ha perso oggi al LME l’1,5% a $1.709 per tonnellata. Un’associazione settoriale cinese ha avvertito che il prezzo del metallo potrebbe calare significativamente nel 2017 a causa dell’aumento delle nuove capacità.

Tra gli altri metalli di base, il nichel ha perso oggi al LME lo 0,3% a $11.610, il piombo lo 0,7% a $2.336,50 e lo stagno lo 0,2% a $21.125.

Dopo il rally di ieri, quasi tutti i principali titoli minerari hanno chiuso oggi al London Stock Exchange (LSE) in netto ribasso. Anglo American (GB00B1XZS820) ha perso il 3,9%, BHP Billiton (GB0000566504) il 2,1%, Glencore (JE00B4T3BW64) l’1,5% e Rio Tinto (GB0007188757) l’1,1%. Antofagasta (GB0000456144) è rimasto invariato.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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