Il prezzo del rame balza ai massimi da un mese dopo dati Cina

Il prezzo del rame balza ai massimi da un mese dopo dati Cina
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I prezzi alla produzione sono saliti significativamente in Cina. Salgono anche gli altri metalli industriali. Volano i titoli minerari.

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Il prezzo del rame ha chiuso oggi al LME (London Metal Exchange) in deciso rialzo. Il future a tre mesi ha guadagnato il 3% a $5.760 per tonnellata. Si tratta del più alto livello da circa un mese.

I prezzi alla produzione hanno registrato in Cina a dicembre il più forte aumento dal settembre del 2001. La notizia ha incrementato la fiducia degli investitori nella ripresa dell’economia del maggiore consumatore mondiale di rame. A contribuire al balzo del prezzo del metallo rosso è stato anche l’indebolimento del dollaro. Il Dollar Index è sceso oggi fino a 101,51 punti, dai 101,84 punti di ieri. Un dollaro più debole è un fattore positivo per il rame, che è denominato nel biglietto verde, perché lo rende meno caro per chi possiede altre valute.

Gli operatori hanno osservato che prima del Capodanno Lunare potrebbero scattare delle prese di beneficio. ING non esclude una leggera correzione dopo i recenti guadagni, ma resta ottimista sulle prospettive del rame perché si attende un deficit di offerta nel 2017.

Seduta positiva anche per gli altri metalli industriali, l’alluminio ha guadagnato oggi al LME l’1,3% a $1.749, il nichel il 2,2% a $10.615, il piombo il 3,9% a $2.190, lo stagno lo 0,1% a $21.145 e lo zinco il 2% a $2.720.

Tutti i principali titoli minerari hanno chiuso oggi al LSE (London Stock Exchange) in forte rialzo. Anglo American (GB00B1XZS820) ha guadagnato il 7,2%, Antofagasta (GB0000456144) il 2,7%, BHP Billiton (GB0000566504) il 4,4%, Glencore (JE00B4T3BW64) il 2,9% e Rio Tinto (GB0007188757) il 5,1%.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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