Prezzi metalli: Il rame frena dopo il rally, alluminio ai massimi da 21 mesi

Prezzi metalli: Il rame frena dopo il rally, alluminio ai massimi da 21 mesi
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I minatori di Escondida hanno accettato di riprendere le trattative con BHP. A pesare sul rame è stata inoltre la forza del dollaro.

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Dopo il rally delle scorse sedute il prezzo del rame ha oggi frenato. Il future a tre mesi, che ieri aveva chiuso a 6.204 dollari per tonnellata, ovvero ai massimi dal maggio del 2015, ha perso al LME (London Metal Exchange) l’1,4% a 6.021 dollari per tonnellata.

Dopo sei giorni di sciopero i minatori di Escondida hanno accettato l’invito del governo cileno per riprendere le trattative con BHP Billiton (GB0000566504), il gruppo che controlla la più grande miniera di rame al mondo. La notizia ha ridotto la speculazione su un possibile deficit di offerta sul mercato mondiale del metallo rosso.

A pesare sul prezzo del rame è stato inoltre l’apprezzamento del dollaro. Il Dollar Index è balzato ai massimi da quattro settimane dopo che Janet Yellen, la governatrice della Fed, ha lasciato aperta la porta ad un rialzo dei tassi a marzo. Un dollaro più forte è un fattore negativo per i metalli, che sono denominati nel biglietto verde, perché li rende più cari per chi possiede altre valute.

Il future sull’alluminio a tre mesi ha guadagnato controtendenza lo 0,9% a 1.887 dollari per tonnellata. Nel corso della seduta la quotazione del metallo, utilizzato tra l’altro dall’industria automobilistica, è salita fino a 1.907 dollari per tonnellata, ovvero ai massimi livelli dal maggio del 2015. Secondo indiscrezioni di stampa il governo cinese starebbe considerando di frenare la capacità produttiva dell’industria dell’alluminio allo scopo di ridurre l’inquinamento atmosferico. Ultimamente le manifestazioni di cittadini contro la costruzione di impianti di produzione di alluminio sono aumentate in Cina.

Tra gli altri metalli industriali, il piombo ha perso il 2,7% a 2.355,50 dollari, lo stagno lo 0,4% a 19.925 dollari e lo zinco lo 0,5% a 2.903 dollari. Il nichel ha guadagnato lo 0,4% a 10.770 dollari.

Quasi tutti i principali titoli minerari hanno chiuso oggi al LSE (London Stock Exchange) in ribasso. Anglo American (GB00B1XZS820) ha perso l’1,3%, Antofagasta (GB0000456144) lo 0,5%, Glencore (JE00B4T3BW64) lo 0,8% e Rio Tinto (GB0007188757) l’1,1%. BHP Billiton (GB0000566504) ha guadagnato lo 0,9%.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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