BCE, opinioni concordi nel “preparare” il mercato alle novità

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Opinioni sempre più concordi sulla nuova "trasparenza" comunicativa della BCE.

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Nelle ultime ore diverse dichiarazioni da parte di esponenti di spicco della BCE hanno lanciato al mercato un chiaro segnale di omogeneità sulla necessità di “prepararlo” adeguatamente alle novità di politica monetaria, al fine di evitare degli squilibri che potrebbero determinare sgradite ripercussioni.

In particolar modo, Coeuré, membro del comitato esecutivo dell’Eurotower, ha dichiarato che l’istituto banchiere europeo necessita di conservare una linea di comunicazione quanto più chiara e coerente nel tempo, affinché si possa evitare l’alimentazione di una indesiderata volatilità sui mercati finanziari. Il componente del comitato ha poi specificato che il rialzo dei tassi a lungo termine non è in grado – almeno per il momento – di costituire una evidente fonte di preoccupazione, visto e considerato che riflette in larga parte il miglioramento delle aspettative sull’economia e, comunque, non è in grado di rendere le condizioni finanziarie molto più espansive.

Tra le altre dichiarazioni che abbiamo registrato nelle ultime ore c’è stata anche quella di Nowotny, che ha affermato che il beneficio marginale delle misure della BCE è da intendersi come decrescente nel tempo. Ha parlato poi anche Smets, secondo cui la BCE dovrà preparare i mercati prima della fine dell’anno, comunicando quale sarà il sentiero di uscita dalle misure non convenzionali. Contemporaneamente, lo stesso Smets ha dichiarato che sarebbe gradito osservare indicazioni più convincenti dai dati di rialzo dei prezzi interni, e si è detto favorevole a conservare invariata la sequenza di uscita implicita nella guidance.

Ancora, Praet altro membro del comitato esecutivo e forse, in seno al comitato esecutivo, quello men “falco” ha dichiarato che la normalizzazione deve essere molto delicata dal momento che moderate pressioni inflazionistiche sono previste solo alla fine del 2019, quando il Consiglio si aspetta una chiusura dell’output gap. Weidmann ha infine affermato che al momento le pressioni sui prezzi interni si stanno sviluppando molto lentamente anche se una moderata accelerazione del ciclo mondiale è confermata.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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