Nel corso delle ultime ore l’euro è salito ancora, favorito dal già ricordato aggravamento del Russia-gate, inaugurando di conseguenza un nuovo massimo a 1,1171 EUR/USD. Come abbiamo peraltro ricordato pochi minuti fa in relazione al nostro focus sul dollaro, e ancora prima su quello relativo all’oro, gli sviluppi politici statunitensi hanno visibilmente aumentato i rischi verso l’alto sulla moneta unica, e gli analisti hanno di seguito rivisto almeno parte del profilo atteso del cambio.

Naturalmente, per potersi esprimere più compiutamente su quelle che saranno le sorti della valuta unica e del dollaro, bisognerà attendere almeno qualche novità endogena sul fronte europeo e, in particolare, il discorso del numero 1 dell’Eurotower, Mario Draghi, atteso a brevissimo.

A prescindere infatti dalle vicende politiche USA – le quali, comunque, avranno un significato impatto - in questa fase le mosse della Banca Centrale Europea saranno cruciali per la dinamica dell’euro e si giocano soprattutto a livello di comunicazione e retorica, considerato che per il momento i parametri di policy rimarranno sostanzialmente invariati, con il focus che si sposta tutto sulla modifica della guidance sui tassi.

Alla luce di ciò, i prossimi discorsi dei membri BCE, e in particolar modo quello di Draghi, potrebbero fornire una nuova opportunità per poter compiere delle dirette dichiarazioni sul cambio. È infatti possibile che, in assenza di nuovi shock, l’euro possa intraprendere un’accelerazione rialzista giudicata eccessiva, che potrebbe determinare implicazioni non certo irrilevanti sulle tempistiche del processo di normalizzazione della politica monetaria.

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