Negli ultimi giorni la lettura delle dichiarazioni di alcuni membri BCE è sembrata confortare circa la possibilità di un pronto (ma non immediato) ridimensionamento dello stimolo monetario.

Nowotny, Presidente della banca centrale austriaca, ha ad esempio ribadito – e non è la prima volta – la sua propensione a supportare tale ridimensionamento, invitando l’istituto a normalizzare quanto prima la propria policy, considerato che gli effetti della politica monetaria agiscono con notevole ritardo.

Mersch ha poi aggiunto che la BCE potrebbe rivedere in tempi brevi la composizione del quantitative easing ed in particolare gli acquisti di ABS, considerato che il mercato per questa categoria di asset rimane “anemico”, mentre Constancio ha dichiarato che quello dei crediti deteriorati (NPL) rimane il principale problema per le banche europee.

In tal ultimo senso, si noti comunque come l’ammontare complessivo di NPL sia sceso calato da un picco del 6% relativo alla chiusura del 2013 al 3% delle ultime statistiche. Purtroppo, però, tale media aggregata finisce con il nascondere le ampie differenze che sussistono all’interno dei singoli Paesi, per i quali – ha poi aggiunto Constancio - non esiste una soluzione unica ma occorre adottare una strategia onnicomprensiva adottando diversi strumenti, e precisando infine che la Banca sta già lavorando in quest’ottica e ha già diramato una serie di linee guida.

Tra gli strumenti indicati da Constancio, peraltro non certo nuovi, l’attivazione di una società di gestione dell’attivo, una bad bank che sia compatibili con l’impianto normativo dell’UE.

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