Le azioni del settore oil non offrono tutte gli stessi rendimenti e ci sono titoli che conviene avere in portafoglio e titoli che invece conviene vendere. Quella che può essere ritenuta come la classifica delle migliori azioni oil, è soggetta a continui aggiornamenti. E' vero, infatti, che la quotazione del petrolio è il primo fattore che influenza l'andamento dei titoli legati al prezzo del greggio, come ad esempio l'italiana Eni, ma è anche vero che esistono anche altri fattori che determinano l'andamento dell'azionariato oil.

I report degli analisti sono utili ausili per capire quali azioni oil comprare e quali invece vendere. Barclays ha recentemente redatto una nota sui titoli del settore petrolifero su cui conviene investire. Tra le sette azioni indicate dagli esperti britannici, c'è anche l'italiana Eni e proprio da essa partiamo:

  • Eni: il rating sulla compagnia italiana è neutral. Barclays stima un dividend yield al 5,7% sia nell'esercizio 2017 che nell'esercizio 2018
  • Royal Dutch Shell: rating overweight (più alto rispetto a quello vantato su Eni. Barclays stima un dividend yield 6,7% nel 2017 e al 6,6% nel 2018. Siamo quindi su livelli molto alti
  • Galp: rating neutral sulla compagnia petrolifera portoghese. Barcays stima un dividend yield del 3,6% sia in relazione all'esercizio 2017 che in relazione al 2018
  • Total: il rating sulla compagnia francese è overeweight mentre il target price è a 57 euro. Elevato il rendimento del dividendo che è visto al 5,7% per l'esercizio in corso e per il 2018
  • OMV: il rating sul colosso austriaco è overweight con target price a 54 euro. Barclays stima un dividend yield del 2,6% nell'esercizio 2017 e del 2,7% nel 2018
  • Repsol: anche per la compagnia spagnola il rating è overweight con prezzo obiettivo a 19 euro. Barclays stima un dividend yield del 5,6% per il 2017 e per il 2018
  • BP: rating overweight e target price a 675 pence per il gigante inglese del petrolio. Il dividend yield che Barclays si attende è del 6,8% per l'esercizio 2017 e anche per quello 2018

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA