L’allontanarsi dell'ipotesi di una possibile soft-Brexit sta contribuendo a indebolire lo scenario intorno alla sterlina. A causa dei negoziati con Bruxelles che si fanno sempre più complicati (si è ormai all'avvio del terzo ciclo, senza che vi siano delle prospettive positive in merito), o quantomeno più di quanto immaginava il fronte pro Brexit, la Bank of England lo scorso 3 agosto ha deciso di lasciare i tassi invariati, allo 0,25 per cento.

Riteniamo a questo punto che la dinamica della sterlina rimarrà guidata ancora a lungo dalla Brexit e dalle prossime mosse della Bank of England, che dipenderanno per la maggior parte proprio da ciò che accadrà sul fronte delle negoziazioni per l'uscita dall'UE.

In aggiunta a quanto sopra predetto, l’apparente confusione e la mancanza di progressi nelle trattative fra Gran Bretagna e Unione Europea, stanno evidentemente impedendo il recupero della valuta inglese, in vista del meeting BoE del 14 settembre, a una settimana esatta di distanza dal meeting della BCE.

Stando a quanto suggeriscono le ultime indiscrezioni di stampa, il Primo Ministro Theresa May potrebbe offrire all’Unione Europea un accordo finanziario nel quarto round di colloqui, previsto ad ottobre, come compromesso per poter anticipare le trattative sugli accordi commerciali.

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