Francia: I mercati temono una vittoria di Hollande

Il candidato socialista vuole, tra l'altro, rinegoziare il Patto fiscale europeo.

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Dalla Newsletter di Borsainside del 30.04.2012:

François Hollande ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali francesi con il 28,63% dei voti. Il presidente in carica, Nicolas Sarkozy, si è fermato al 27,08%. I mercati hanno reagito negativamente alla notizia. Lo spread tra il titolo decennale della Francia ed il Bund ha oltrepassato significativamente 140 punti base. Un mese fa la differenza di rendimento era di soli 100 punti base. I sondaggi danno Hollande in grande vantaggio anche al secondo turno (dal 55 al 57% di consensi). Gli investitori temono che un'eventuale vittoria del candidato del partito socialista possa segnare un profondo cambiamento nella politica economica francese e nel rapporto di Parigi con la Germania e con Bruxelles. Un punto chiave del programma di Hollande è infatti la rinegoziazione del Patto fiscale europeo, voluto dal governo della Cancelliera Angela Merkel e accettato da quasi tutti i Paesi dell'UE. Hollande vuole inoltre rilanciare la crescita con dei programmi congiunturali finanziati da nuovo debito. Il fatto che un rapporto debito/PIL pari all'85,5% e un deficit pubblico al 5,2% concedano pochi spazi di manovra non sembra interessargli molto. UBS ha avvertito che se la politica non affronterà seriamente il problema del debito ne potrebbe essere costretta dai mercati finanziari. Gli analisti della banca svizzera hanno indicato che a causa del forte indebitamento dell'economia privata il debito francese ammonta, incluse le passività dello Stato, a circa il 250% del PIL e supera in questo modo il livello di quello italiano.
Hollande vuole estendere anche il ruolo della Banca Centrale Europea oltre l'attuale controllo della stabilità dei prezzi. Ciò significa, in tempi di crisi, stampare moneta per riacquistare bond affinchè i governi possano continuare a spendere. Alcuni economisti hanno criticato aspramente questa proposta ed invitato Hollande a concentrarsi piuttosto sui problemi strutturali della Francia. Il Paese ha in effetti bisogno di urgenti riforme. I costi del lavoro, per esempio, sono aumentati durante il decennio 2001 - 2011 nell'economia privata di ben il 39,2%. In Germania, Paese al quale molti francesi guardano attualmente con invidia per la sua grande stabilità anche in tempi di crisi, l'aumento è stato nello stesso arco di tempo di solo il 19,4%.
Se Hollande dovesse veramente salire all'Eliseo le banche dovrebbero soffrire in particolar modo. Il candidato socialista vuole infatti un aumento della tassazione dei loro utili, la separazione delle attività di deposito da quelle speculative, la regolazione dei bonus, oltre alla Tobin tax. Il gigante dell'elettronica della difesa Thales (FR0000121329) verrebbe penalizzato dall'annunciata riduzione delle spese militari. Hollande vuole invece favorire la costruzione di nuovi alloggi e l'efficienza energetica degli edifici. Gli investitori che vogliono cercare di beneficiare di una sua possibile vittoria al secondo turno delle presidenziali dovrebbero quindi seguire il gigante dei materiali da costruzione Saint Gobain (FR0000125007), lo specialista delle infrastrutture elettriche e digitali dell'edificio Legrand (FR0010307819) e Schneider Electric (FR0000121972), leader mondiale delle soluzioni complete per la gestione ed il controllo dell'energia elettrica. Anche la britannica Kingfisher (GB0033195214), che controlla le catene francesi specializzate nei prodotti per il bricolage Brico Depôt e Castorama, dovrebbe trarre vantaggio dalle misure promesse da Hollande. In generale gli investitori dovrebbero puntare però soprattutto sulle imprese francesi che hanno una forte presenza internazionale come Danone (FR0000120644), LVMH (FR0000121014) e Sanofi (FR0000120578). L'economia della Francia dovrebbe infatti indebolirsi ulteriormente durante il corrente trimestre.
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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