L'energia nucleare ha ancora un futuro, anche in borsa

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Dalla Newsletter di Borsainside del 21.03.2011:

L'emergenza nella centrale giapponese di Fukushima ha dato vita in molti paesi ad un acceso dibattito sulla sicurezza dell'energia nucleare. I timori suscitati nell'opinione pubblica hanno spinto la Germania e la Svizzera a bloccare nuovi progetti e a spegnere i vecchi impianti. La Commissione Europea ha chiesto a tutte le società energetiche dell'UE di presentare i dati sulla sicurezza di ogni singola centrale. Anche la Cina ha reagito e sospeso il procedimento di approvazione per centrali nucleari fino a quando non saranno revisionati gli standard di sicurezza. I fatti di Fukushima hanno pesato la scorsa settimana fortemente sulle borse mondiali. Anche gli investitori temono una nuova Chernobyl. I titoli delle imprese che sono attive nell'energia nucleare sono stai perciò i più colpiti dalle vendite. Tokyo Electric Power (JP3585800000), che gestisce la centrale di Fukushima ed è la maggiore impresa giapponese del settore delle utilities, ha perso circa il 50%. General Electric (US3696041033), che progetta reattori nucleari, è sceso di quasi il 6%. Sui settori che rappresentano un'alternativa al nucleare si è invece scatenata una pioggia d'acquisti. SolarWorld (DE0005108401), uno dei maggiori produttori al mondo di pannelli fotovoltaici, ha guadagnato per esempio più del 30%, Vestas (DK0010268606), il primo produttore al mondo di turbine eoliche, il 16%.
Nonostante l'incertezza sia al momento molto elevata gli investitori non dovrebbero lasciarsi coinvolgere dall'onda emotiva causata dall'emergenza nella centrale di Fukushima ma pensare ed agire razionalmente. Molti paesi non si possono permettere di rinunciare all'energia nucleare, gli eventi in Giappone non dovrebbero quindi cambiare i loro piani energetici di lungo termine. Il Governo francese ha più volte indicato la scorsa settimana che il nucleare resta un elemento essenziale per l'indipendenza energetica del paese. Gli USA hanno da parte loro confermato di voler costruire altri 20 impianti da finanziare con prestiti per $36 miliardi. Mentre al momento le notizie provenienti dal Giappone ci spingono a tenere solo conto degli aspetti negativi del nucleare, non bisogna sottovaluare i suoi sicuri vantaggi. Oltre a ridurre la dipendenza dal petrolio, l'energia atomica è economica e non produce anidride carbonica, ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell'ozono e dell'effetto serra. È da considerare, inoltre, che la generazione di energia nucleare è una tecnologia piuttosto nuova, i suoi margini di progresso sono perciò ancora elevati. Proprio la drammatica esperienza di Fukushima potrebbe sprigionare dei significativi investimenti nel settore e condurre ad un importante miglioramento della sicurezza e dell'efficienza degli impianti. Per questi motivi crediamo che gli investitori non debbano assolutamente dimenticare l'energia nucleare. I rischi sono senza dubbio elevati nel breve termine, molti titoli potrebbero però rappresentare un'occasione d'acquisto per il lungo termine, soprattutto se dovessero ancora indebolirsi.
Tra le imprese da seguire segnaliamo Areva (FR0004275832), RWE (DE0007037129), Cameco (CA13321L1085) e Entergy (US29364G1031).
Areva è l'indiscusso leader dell'energia atomica perchè ha una solida presenza in ogni attività industriale ad essa connessa. Il prodotto di punta di Areva, l'EPR (European Pressurized water Reactor), viene considerato uno dei reattori più sicuri al mondo. Il titolo della compagnia francese ha perso lo scorsa settimana circa il 15% del suo valore.
RWE è la seconda impresa tedesca del settore delle utilities. Dopo le forti perdite delle scorse sedute il titolo quota con un p/u per il 2011 pari a 8,5. Una buona parte delle notizie negative dovrebbero essere già scontate anche perchè RWE è decisamente meno attiva nell'energia atomica della più grande rivale E.ON (DE0007614406).
Cameco è il primo produttore al mondo di uranio. Il titolo, che quotava all'inizio di questo mese al di sopra di $40, ha chiuso venerdì scorso a $29,40. Cameco dovrebbe beneficiare anche in futuro della sua eccellente posizione di mercato. Il gruppo canadese vuole raddoppiare la sua produzione fino al 2018 per soddisfare la crescente domanda da paesi come Cina, India e Corea.
Entergy è il secondo produttore di energia nucleare degli USA. Dopo le sue recenti perdite il titolo quota con un forte sconto rispetto ai suoi passati multipli e presenta un rendimento da dividendo del 5%. Riteniamo possibile che Entergy possa aumentare il suo dividendo o annunciare un nuovo programma di buy-back nei prossimi mesi.
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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