Eni: La produzione in Libia prosegue in linea con il primo trimestre

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Il logo di Eni.

Eni sta monitorando attentamente la situazione del Paese. Durante il fine settimana attacco al Parlamento libico a Tripoli.

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Eni (IT0003132476) ha comunicato che l'aumento delle tensioni interne in Libia non ha avuto finora un impatto sulla sua produzione.

Il cane a sei zampe osserva in una nota di star monitorando attentamente la situazione del Paese e che "opera con continua attenzione alla sicurezza del proprio personale, condizione che per la compagnia rappresenta la prima priorita".

Il gruppo petrolifero aggiunge che per il momento non ha adottato provvedimenti di evacuazione dei propri impiegati e che "le attivita' produttive proseguono in linea con il trend del primo trimestre".

La situazione in Libia è degenerata durante il fine settimana. Le  milizie del generale in pensione Khalifa Haftar hanno attaccato la sede del Parlamento a Tripoli. I deputati sono stati costretti a fuggire. L'assalto armato al parlamento è stato definito un "colpo di stato" dal governo libico.

L'ambasciata italiana a Tripoli ha chiesto oggi a tutti i concittadini attualmente in Libia di valutare il temporaneo rientro in Italia qualora non vi siano esigenze particolari.

La produzione di Eni era stata fortemente penalizzata già lo scorso anno da diverse interruzioni e blocchi temporanei di attività a causa delle tensioni in Libia.

Il titolo ha perso oggi in borsa il 3%. Secondo gli analisti di Intermonte la produzione nel giacimento di El Feel, controllato al 65% da Eni, sarebbe tornata a fermarsi appena due giorni giorni dopo il suo riavvio.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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