Istat, retribuzioni ferme a maggio, +1,1% su anno

Istat, retribuzioni ferme a maggio, +1,1% su anno
La retribuzione oraria media è rimasta a maggio invariata. © Shutterstock

Complessivamente, nei primi cinque mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,1%

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A maggio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie è rimasto invariato rispetto al mese precedente ed aumentato dell'1,1% nei confronti di maggio 2014. Lo ha comunicato oggi l'Istat.

Con riferimento ai principali macrosettori, a maggio le retribuzioni contrattuali orarie hanno registrato un incremento tendenziale dell'1,6% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

I settori che a maggio hanno presentato gli incrementi tendenziali maggiori sono stati: agricoltura (4,0%), energia e petroli e estrazione minerali (3,0%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (2,8%). Si sono registrate variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione e nel settore alimentari, bevande e tabacco.

Complessivamente, nei primi cinque mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014.

Alla fine di maggio 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardavano il 59,7% degli occupati dipendenti e corrispondevano al 55,3% del monte retributivo osservato. Tra i contratti monitorati dall'indagine, nel mese di maggio è stato recepito un solo accordo e nessuno è venuto a scadenza.

Alla fine dello scorso mese la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo era del 40,3% nel totale dell'economia e del 22,9% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 51,2 mesi per l'insieme dei settori e di 33,7 mesi per quelli del settore privato.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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