Piazza Affari tiene dopo il referendum, le banche no

Piazza Affari tiene dopo il referendum, le banche no
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Leggero calo del FTSE MIB alla fine di una seduta molto volatile. Rientra l'allarme spread. Brilla Leonardo-Finmeccanica. Ancora bene i petroliferi.

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La Borsa di Milano ha chiuso oggi in leggero ribasso. Il FTSE MIB ha perso lo 0,2% a 17.050,21 punti. La seduta è stata molto volatile. L’esito del referendum costituzionale ha fatto aumentare fortemente la tensione a Piazza Affari.

Il No si è imposto chiaramente con circa il 59% dei voti. Il premier Matteo Renzi ha di conseguenza annunciato le sue dimissioni. Lo spread, dopo essere balzato a quasi 180 punti base, ha chiuso a 167 punti, contro i 162 punti di venerdì.

Le vendite hanno colpito soprattutto le banche. Banca Popolare di Milano (IT0000064482) ha perso il 7,9%, Banco Popolare (IT0004231566) il 7,4%, UniCredit (IT0000064854) il 3,4%, Intesa Sanpaolo (IT0000072618) l'1%, Banca MPS (IT0001334587) il 4,2%, Mediobanca(IT0000062957) il 4,2% e UBI Banca (IT0003487029) l’1,2%. Gli investitori temono che il terremoto politico scatenato dall’esito del referendum possa frenare il processo di ristrutturazione del settore bancario italiano.

Leonardo-Finmeccanica (IT0003856405) ha guadagnato il 3,7%. Deutsche Bank ha promosso il gruppo industriale da “Hold” a “Buy”.

Gli esportatori hanno beneficiato dell’indebolimento dell’euro. Buzzi Unicem (IT0001347308) ha guadagnato il 4,4% e Fiat Chrysler (NL0010877643) il 4,6%.

Tra i petroliferi Eni (IT0003132476) ha guadagnato l’1,1% e Saipem (IT0000068525) il 3,9%. Il prezzo del petrolio è salito anche oggi. Il Brent ha superato quota 55 dollari al barile.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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