Bankitalia taglia stime di crescita, inflazione negativa nel 2016

Bankitalia taglia stime di crescita, inflazione negativa nel 2016
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Bankitalia è diventata più prudente anche sull'occupazione. Rischi derivanti da Brexit, protezionismo e rialzo tassi negli USA.

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Nelle “Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana”, pubblicate oggi, la Banca d’Italia ha tagliato le sue stime di crescita. Via Nazionale prevede ora per il 2016 e il 2017 un aumento del Pil dello 0,9% e per il 2018 dell’1,1%.

A giugno, prima dello shock della Brexit, Bankitalia aveva previsto per il 2016 un aumento dell’1,1% e per il 2017 e per il 2018 dell’1,2%. La revisione, si legge nelle “Proiezioni” riflette principalmente ipotesi meno favorevoli sull’andamento della domanda estera e dei tassi di interesse sui mercati internazionali. Per il 2019 Bankitalia prevede un aumento del Pil dell’1,1%.

Bankitalia è diventata più prudente anche sul mercato del lavoro. Le stime sul tasso di disoccupazione sono state tagliate per il 2016 dall’11,4% all’11,5%, per il 2017 dall’11,1% all’11,3% e per il 2018 dal 10,8% all’11,1%. Per il 2019 Bankitalia prevede un tasso di disoccupazione allo 10,8%.

Per quanto riguarda l'inflazione, la stima per il 2016 è stata tagliata dallo 0,0% a -0,1% e quella per il 2018 dall’1,5% all’1,2%. La stima per il 2017 è stata confermata allo 0,9%. Per il 2019 Bankitalia prevede che l’indice dei prezzi al consumo IPCA salirà dell’1,5%.

Bankitalia osserva che i principali fattori di incertezza che gravano sulle sue proiezioni derivano dal contesto globale e dai mercati finanziari. La ripresa dell’economia globale potrebbe venire frenata dall’incertezza sulle trattative che definiranno i nuovi rapporti commerciali tra Unione europea e Regno Unito, dall’emergere di spinte protezionistiche e da possibili turbolenze nelle economie emergenti associate alla normalizzazione della politica monetaria negli Stati Uniti; un sostegno alla crescita internazionale potrebbe invece derivare dall’attuazione di un programma di espansione fiscale da parte della nuova amministrazione statunitense, del quale non sono ancora definite le caratteristiche. Nell’area dell’euro episodi di volatilità dei mercati potrebbero riflettersi sulle condizioni finanziarie.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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