Eni (IT0003132476) ha annunciato di aver concordato la cessione a Rosneft (RU000A0J2Q06) di una quota del 30% nella concessione di Shorouk, nell’offshore dell’Egitto, nella quale si trova il giacimento super-giant a gas di Zohr. Il gruppo italiano, attraverso la sua controllata IEOC, detiene attualmente una quota di partecipazione nel blocco del 90% dopo la recente cessione di un primo 10% a BP (GB0007980591), in fase di completamento.

Le condizioni concordate prevedono un corrispettivo di 1.125 milioni di dollari e il rimborso pro quota da parte di Rosneft degli investimenti già effettuati, pari a oggi a circa 450 milioni di dollari. Inoltre, il gruppo russo avrà un’opzione per l’acquisto di un’ulteriore 5% di partecipazione alle medesime condizioni.

Il cane a sei zampe indica che questa operazione è in linea con il suo “dual exploration model” che consiste nel diluire la partecipazione nelle grosse scoperte esplorative recenti, dove la società detiene alte quote, allo scopo di anticipare la monetizzazione del loro valore. Con questa transazione gli incassi complessivi realizzati negli ultimi quattro anni in applicazione del “dual exploration model” saranno pari a circa 6,3 miliardi di dollari.

Il giacimento di Zohr, situato nella concessione di Shorouk, è stato scoperto da Eni nell’agosto del 2015 ed è il più grande giacimento di gas naturale mai rinvenuto nel Mediterraneo, con un potenziale complessivo a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto. A febbraio 2016 era stato completato l’iter autorizzativo per lo sviluppo del giacimento, mentre il primo gas è previsto entro la fine del 2017.

Eni è presente in Egitto dal 1954 dove opera attraverso IEOC Production BV. La produzione equity nel 2015 è stata di circa 200.000 barili di olio equivalente al giorno.

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