MEF: Bruxelles invita l’Italia a tenere il debito sotto controllo

MEF: La Commissione europea invita l’Italia a tenere il debito sotto controllo

Necessario un aggiustamento del saldo strutturale pari allo 0,2% del PIL. Il governo ha tempo fino a maggio.

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La Commissione europea ha invitato l’Italia a tenere il debito sotto controllo. Lo ha comunicato il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze).

“Nella relazione sul debito pubblico, la Commissione riconosce la presenza di fattori che giustificano l'andamento attuale del rapporto debito/PIL, che si è stabilizzato ma non ha ancora invertito la tendenza degli ultimi anni”, si legge in una nota. “La Commissione -continua il MEF - ritiene infatti che alcune spese siano da attribuire a cause di forza maggiore, in particolare il terremoto e il flusso di migranti. Di conseguenza segnala che per rispettare la regola del debito è sufficiente un aggiustamento del saldo strutturale pari allo 0,2% del prodotto interno lordo”.

Il MEF indica che senza le cause di forza maggiore segnalate dal Governo alla Commissione, il rapporto debito/PIL avrebbe già assunto una traiettoria declinante e che se Bruxelles non avesse riconosciuto la legittimità delle ragioni italiane l'esigenza di correzione dei conti sarebbe stata almeno tripla.

La Commissione si aspetta quindi dall'Italia che le misure di aggiustamento siano adottate in tempo utile per tenerne conto nelle proprie previsioni economiche di primavera (attese in maggio) e qualora questo non avvenisse è molto probabile l'avvio di una procedura di infrazione nei confronti del nostro paese.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione degli odierni rapporti, il vice-presidente della Commissione Valdis Dombrovskis e il commissario Pierre Moscovici hanno riconosciuto gli sforzi compiuti dall'Italia nell'affrontare le molteplici esigenze di riforma, affermando che il grado di implementazione delle raccomandazioni della Commissione stessa è in linea con le aspettativa e più avanzato della medie europea. Hanno anche ricordato che gli effetti delle riforme si materializzano nel tempo e non arrivano immediatamente, sebbene si possa già registrare un miglioramento sul mercato (incremento del numero degli occupati e riduzione del dualismo tra garantiti e non garantiti) e il ritorno alla crescita dell'economia nel suo insieme.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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