Campari (IT0003849244) ha comunicato di aver chiuso il 2016 con un utile netto in calo del 5,2% a €166,3 milioni. L’utile netto rettificato si è attestato a €198,6 milioni, in crescita del 7% sul 2015. Il produttore di alcolici indica che le rettifiche, dovute a costi di transazione, oneri di ristrutturazione e oneri finanziari non ricorrenti, sono state pari a circa €57,8 milioni.

L'Ebitda rettificato è cresciuto lo scorso anno del 6,6% a €405,3 milioni (variazione organica +4,4%). In miglioramento anche l'Ebit rettificato che ha fatto segnare un +6% a €352,5 milioni (variazione organica +3,6%). Le vendite sono aumentate del 4,2% a circa €1,73 miliardi (+4,7% la crescita organica).

Il debito finanziario netto è salito da €825,8 milioni a fine 2015 a circa €1,2 miliardi al 31 dicembre 2016 a causa soprattutto dell'acquisizione di Grand Marnier, ma il gruppo ha registrato comunque una forte generazione di cassa con un free cash flow in aumento del 21,6% a €243,2 milioni.

L’amministratore delegato, Bob Kunze-Concewitz, si attende per il 2017 “che la continua performance superiore alla media del gruppo delle priorità globali a elevata marginalità nei principali mercati sviluppati e il progressivo recupero del business dello zucchero in Giamaica, possano continuare a guidare l’espansione del margine operativo lordo”. Tale effetto potrebbe tuttavia essere mitigato da un atteso aumento dei costi dei materiali (quali inflazione nei mercati emergenti e prezzo dell’agave).

All'assemblea dei soci convocata il 28 aprile verrà proposto il frazionamento delle azioni di valore nominale 0,10 euro mediante l'emissione di due nuove azioni di valore nominale 0,05 euro ciascuna.

Il dividendo annuale proposto è di €0,045 per azione, stabile rispetto all'anno precedente rettificato per il frazionamento di 1 a 2 azioni.

A Piazza Affari il titolo di Campari scende al momento dell’1,6% a €9,60.

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA