Eni (IT0003132476) ha annunciato di aver chiuso il quarto trimestre del 2016 con un utile netto adjusted di €0,46 miliardi, contro una perdita di €0,3 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente. Gli analisti avevano previsto €0,2 miliardi. Eni ha beneficiato della ripresa del prezzo del petrolio e della sensibile riduzione del tax rate adjusted al 58% (era circa il 168% nel quarto trimestre 2015).

I ricavi netti da attività continuative sono aumentati del 4,9% a €15,8 miliardi, da €15,06 miliardi un anno prima. La produzione di idrocarburi è stata di 1,856 milioni di boe/giorno (1,759 milioni di boe/giorno nell’anno), in flessione dell’1,5% rispetto al corrispondente periodo del 2015. Il cane a sei zampe indica che il livello produttivo è stato penalizzato dall’interruzione delle attività produttive in Val d’Agri (nel confronto su base annua) nonché dalla circostanza del recupero nel 2015 dei crediti per investimenti vantati verso l’Iran.

L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2016 è pari a €14,77 miliardi con una riduzione di €1,23 miliardi rispetto al trimestre precedente.

Eni ha lasciato invariato il suo dividendo a €0,80 per azione. Claudio Descalzi, Amministratore Delegato, ha confermato per il futuro “la politica di remunerazione crescente in funzione dell’atteso miglioramento dello scenario e degli utili.”

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