Sono Intesa SanPaolo, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e la Popolare di Bari le cinque banche che la Guardia di Finanza ha recentemente perquisito per poter raccogliere i documenti sulla vendita di diamanti ai propri clienti. Una tendenza (quella della negoziazione dei diamanti alla clientela) che nel corso degli ultimi anni ha assunto dei connotati sempre più insistenti e diffusi, alimentando un business che nel solo 2015 ha generato almeno 300 milioni di euro di fatturato. Ma per quale motivo ha avuto luogo tale perquisizione?

Tutto nasce da un'inchiesta che la trasmissione Report aveva prodotto per vedere in che modo i principali broker di diamanti avessero utilizzato delle valutazioni gonfiate, per vendere i diamanti a prezzi fuori mercato ai clienti delle banche che si affidavano a loro. In altri termini, il fatto che molti broker si appoggiassero alle reti commerciali degli istituti di credito nazionali ha fatto sì che, in molti casi, banche e clienti non avessero una reale conoscenza di quello che si andava a negoziare.

Il risultato? Valutazioni spesso fuori mercato, e clientela a cui vengono mostrate valutazioni sempre in crescita, con la conseguenza di rendere gli investitori falsamente consapevoli che si tratti di un investimento sicuro. In realtà, quando poi si decide di vendere gli stessi, si scopre che a volte il prezzo di realizzo è di gran lunga inferiore alle aspettative...

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