MPS: piano di ristrutturazione per tornare in Borsa

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MPS rilancia i propri piani industriali, con ritorno in Borsa (forse) entro fine anno.

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La strada non è certo agevole, né priva di asperità. Tuttavia, dopo il via libera da parte dell'Unione Europea al salvataggio di Monte dei Paschi di Siena, il cielo toscano sembra essere un po’ meno denso di nubi e, quanto meno, utile per poter accogliere le indicazioni del nuovo piano industriale 2017-2021 della banca senese.

A proposito: cosa comprende? E MPS tornerà realmente in Borsa Italiana?

Una cura dimagrante

Quel che appare evidente dando uno sguardo al piano industriale della banca, è la volontà di dar seguito a una cura che, se non è dimagrante, è almeno snellente.

L'istituto prevede infatti una diminuzione di tutte le strutture organizzative del gruppo, con riduzione della forza lavoro di 5.500 persone entro la fine del piano industriale (dunque, entro il 2021), di cui 4.800 attraverso il ricorso al Fondo di solidarietà, 450 in seguito alla cessione o alla chiusura di attività, 750 uscite derivanti da turnover fisiologico e circa 500 nuove assunzioni. In dimagrimento anche la rete delle filiali, che sarà ridotta da 2.000 unità a circa 1.400 unità a fine periodo.

Per quanto attiene il bilancio, l’obiettivo è quello di disfarsi dei crediti deteriorati, con target di dismissione di 28,6 miliardi di euro di sofferenze lorde, di cui 26,1 miliardi di euro attraverso la cartolarizzazione e 2,5 miliardi di euro, costituiti da posizioni unsecured di piccolo importo e leasing, tramite procedure dedicate. Atlante II rileverà i titoli junior e mezzanine al 21% del valore contabile.

I quattro pilatri del piano industriale

Come annunciato dalla stessa banca, il piano di ristrutturazione si poggia su quattro pilastri:

  • valorizzazione della clientela retail e small Business;
  • focus sull’efficienza;
  • abbassamento del tasso di rischio di 60 punti base;
  • rafforzamento della posizione patrimoniale e della liquidità.

Ai quattro pilastri si affiancheranno inoltre altre iniziative collaterali, come la cessione delle banche estere, in particolare in Francia e in Belgio, la dismissione di alcune partecipazioni societarie, la vendita di immobili.

Il ritorno in Borsa

Ancora, l’amministratore delegato Morelli ha spiegato agli stakeholders che l’istituto di credito sta “negoziando con la Consob tempistiche e procedure per la riammissione del titolo alle negoziazioni di Borsa”. Anche in questo caso, bene rammentare come la strada per il ritorno sui mercati regolamentati non sia affatto agevole, e che tra i principali passi prepraatori per il ritorno alle negoziazioni vi sia – ad esempio – la ricapitalizzazione precauzionale e la procedura di burden sharing. L'ingresso dello Stato nel capitale Mps è invece previsto già entro la fine del mese.

Consob dovrebbe invece valutare il relisting entro la fine di settembre.

Il ruolo del canale digitale

Dall’interpretazione dei contenuti diffusi, emerge come l’istituto di credito voglia cercare il rilancio puntando in maniera insistente sulla digitalizzazione e sui canali innovativi. Proprio per questo, ha dichiarato il top manager della banca senese,

Widiba svolgerà un ruolo fondamentale, sarà valorizzato ulteriormente il suo contributo come veicolo della digitalizzazione e dell'innovazione per beneficiare di una complessiva riduzione del cost-to-serve.

Ma sarà sufficiente per dare nuova linfa all’istituto toscano?

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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