Azioni Creval valgono sempre meno: conviene restare short sulla quotazione?

Azioni Creval valgono sempre meno: conviene restare short sulla quotazione?
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Il prezzo delle azioni Creval è arrivato a a 1,37 euro e l'atteggiamento è solo e sempre uno: vendere!

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Nuovo, ennessimo ribasso per la quotazione del Credito Valtellinese su Borsa Italiana. Il prezzo delle azioni Creval, gà reduce da una serie di sedute che definire ribassiste sarebbe poco, registra oggi un calo del 9% a quota 1,37 euro. Nonostante siano passati un pò di giorni dall'annuncio sulla ricapitalizzazione, la caduta della quotazione Creval non accenna a fermasi. 

Sono i grafici a mettere a fuoco la drammatica situazione della banca della Valtellina. Il prezzo delle azioni Creval è infatti passato dai 2,92 euro del 6 novembre scorso agli appena 1,37 euro di oggi. La forte flessione che si è verificata in questi giorni ha dato ragione a chi ha subito affermato che fosse meglio vendere azioni Creval il prima possibile. La capitalizzazione del Credito Valtellinese si assottiglia sempre di più e questo ovviamente non è un bene in vista dell'avvio di un aumento di capitale che si può tranquillamente definire come vitale per il futuro della banca. I ribassi del titolo Creval hanno portato ad un allontamento brusco e massicio dal massimo annuo che fu raggiunto dalla banca lo scorso 24 gennaio 2017 quando il prezzo delle azioni Creval toccò addirittura quota 5,27 euro.

Gli investitori esperti ma anche chi segue l'andamento e le vicissitudini del titolo Creval da tempo, sanno perfettamente che in una fase così delicata come quella attuale, non ci sono notizie che possano determinare un cambio di rotta. Questo significa che andare short nel trading di CFD sulle azioni Creval ossia vendere i titoli del Credito Valtellinese in proprio possesso, continua ad essere la sola strategia da seguire. 

Fondamentalmente, per restare alla seduta di Creval su Borsa Italiana oggi, non ci sono motivi e novità che possano spiegare un ribasso di tali proporzioni se non quel generale sentiment negativo che abbiamo citato in precedenza per il quale tutto quello che riguarda la banca è ora visto non positivamente. L'aumento di capitale da 700 milioni di euro di Creval contenuto nel piano strategico al 2020 continua ad essere oggetto di analisi e dichiarazioni. Fermo restando che è ancora presto per stabilire conviene aderire o no all'operazione del Credito Valtellinese, oggi sul dossier è intervenuto il presidente dell’istituto valtellinese Miro Fiordi. Il manager, a margine della riunione dell’Abi, ha affermato che l'obiettivo dell'aumento di capitale di Creval è quello di rafforzare la banca non solo su base stand alone, ma anche per valutare possibili aggregazioni. In pratica la ricapitalizzazione sarebbe un modo per rendere più appetibili operazioni di M&A che riguardano il Creval stesso. In relazione alle caratteristiche dell'operazione Miro Fiordi ha precisato che ci sono contatti in corso per arrivare all costituzione di un consorzio di garanzia a tutela dell'operazione.

Tra le banche pronte a vagliare un loro possibile ingresso nel consorzio, ci sarebbero Bank of America e Citigroup, oltre a Mediobanca con la quale Creval ha comunque già siglato un un pre-underwriting agreement.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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