(1) Speciale Presidenziali USA 2008 - Introduzione

Mentre lo spettro della recessione pesa sui mercati finanziari mondiali negli USA è scattato il conto alla rovescia per l’Election Day del prossimo 4 novembre.

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Mentre lo spettro della recessione pesa sui mercati finanziari mondiali negli USA è scattato il conto alla rovescia per l'Election Day del prossimo 4 novembre. Il nuovo inquilino della Casa Bianca si troverà a fare i conti con la crisi dei mutui subprime che, iniziata 14 mesi fa, si è aggravata nelle ultime settimane drammaticamente. Il Governo statunitense è intervenuto prima per salvare i colossi del credito ipotecario Fannie Mae (US3135861090) e Freddie Mac (US3134003017) e successivamente il primo gruppo mondiale delle assicurazioni AIG (US0268741073). Lehman Brothers è stata invece lasciata fallire. Bear Stearns e Merrill Lynch (US5901881087) sono state rilevate (salvate) rispettivamente da J.P. Morgan Chase & Co. (US46625H1005) e da Bank of America (US0605051046). Goldman Sachs (US38141G1040) e Morgan Stanley (US6174464486), hanno chiesto ed ottenuto da parte loro dalla Federal Reserve l'autorizzazione a diventare delle banche commerciali. Il modello di business delle grandi banche d'investimento, che aveva resistito anche alla Grande Depressione, è sparito in questo modo in pochi mesi dalla scena di Wall Street.
Mentre il sistema finanziario scricchiola sempre più forte gli operatori iniziano a guardare alla campagna elettorale USA per cercare di capire quali e quanti vantaggi l'economia a stelle e strisce potrebbe trarre dalla vittoria del candidato Barack Obama o da quella di John McCain.
Barack Hussein Obama Jr., giovanissimo senatore dell'Illinois, è il candidato alla Presidenza del Partito Democratico. Al grido di “Yes, we can!” è il primo afro-americano a correre per la Casa Bianca. John Sidney McCain III, senatore dell'Arizona ed eroe di guerra del Vietnam, venne sconfitto alle primarie repubblicane per le elezioni alla presidenza del 2000 da George W. Bush. L'incitamento dei suoi sostenitori è “Mac is back”. Riguardo all'attuale situazione economico-finanziaria degli Stati Uniti, il candidato democratico ha cercato di smorzare i timori di recessione puntualizzando che i fondamentali dell'economia americana sono forti mentre McCain ha parlato esplicitamente di crisi economica. Nel frattempo gli investitori continuano a tremare e possono solo sperare che il varo del piano di salvataggio del sistema finanziario da $700 miliardi possa riuscire a migliorare il clima sulle piazze finanziarie mondiali. Molti operatori temono che la manovra non sarà sufficiente per evitare la recessione economica. Venerdì scorso anche la Camera dei Rappresentanti ha approvato la nuova versione del mega-pacchetto con 263 voti favorevoli e 171 contrari. In precedenza, mercoledì, il piano era passato al Senato dove al voto avevano partecipato anche i candidati alla Casa Bianca Barack Obama e John McCain: il giovane ed il vecchio senatore hanno garantito il loro appoggio al nuovo pacchetto d'aiuti, arricchito da sgravi fiscali e garanzie accresciute per i depositi dei correntisti in caso di fallimento delle banche, benefici soprattutto per la classe media e per le piccole imprese. Mentre la battaglia relativa al piano anticrisi al Congresso si è conclusa, nella campagna elettorale si continua a combattere per conquistare i voti degli indecisi. Secondo gli ultimi sondaggi mentre Wall Street barcolla Barack Obama starebbe guadagnando terreno sul rivale, poiché ritenuto da molti più credibile nella gestione delle crisi economiche. Il candidato democratico avrebbe superato la soglia magica del 50% dei consensi e sarebbe in testa in alcuni Stati chiave come Florida ed Ohio, che nelle precedenti elezioni avevano assegnato la palma a Bush. Il candidato democratico sarebbe in testa nelle preferenze degli elettori tra i 18 e i 44 anni, mentre McCain avrebbe il favore del pubblico ultrasessantacinquenne. Poco meno della metà degli intervistati dal "New York Times" vede nel candidato repubblicano l'uomo che continuerà la politica di George W. Bush mentre per il 22% la politica di McCain potrebbe essere ancora più conservatrice. A proposito di Barack Obama circa il 65% dei partecipanti all'intervista crede che il candidato democratico possa dare una vera svolta all'economia degli USA, dopo uno dei più grandi disastri finanziari della storia americana. Per quanto riguarda i mercati finanziari molti esperti credono che la svolta delle piazze finanziarie arriverà appunto con le elezioni, poiché verranno rimosse le incertezze sotto il profilo politico. A sostegno di questa ipotesi c'è anche la storia, visto che negli ultimi 20 anni, con l'eccezione del 2000, la borsa americana ha guadagnato terreno nei mesi successivi alle elezioni. Alla luce di questo scenario quali saranno le scelte strategiche degli operatori di borsa riguardo ai loro portafogli? Quali possano essere i "titoli di Obama" e quali i "titoli di McCain"? Le riposte a questi quesiti le possiamo trovare analizzando i programmi dei due candidati. I settori che dovrebbero beneficiare di un'elezione del repubblicano McCain sono, tra l'altro, la difesa, il petrolio, il nucleare e il tabacco. La vittoria di Obama potrebbe invece favorire i titoli legati alle energie alternative, alle infrastrutture ed all'istruzione.

> Vai agli altri articoli del report:
(2) Speciale Presidenziali USA 2008: I titoli di Obama
(3) Speciale Presidenziali USA 2008: I titoli di McCain

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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