(2) Speciale Presidenziali USA 2008: I titoli di Obama

Nella seconda parte del nostro report diamo uno sguardo più approfondito ai settori che potrebbero maggiormente beneficiare della vittoria alle elezioni del candidato democratico Barak Obama.

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Dopo la panoramica sull'attuale situazione economica mondiale e sulla crisi dei mercati finanziari diamo uno sguardo più approfondito ai settori che potrebbero maggiormente beneficiare della vittoria alle elezioni presidenziali USA del candidato democratico Barak Obama, consapevoli che l'elezione del successore di George W. Bush non potrà che far bene a Wall Street poiché tende ad eliminare una variabile rilevante: l'incertezza politica.
Nel programma elettorale del giovane avvocato dell'Illinois largo spazio è stato rivolto alle energie alternative, soprattutto alla luce della recente crisi energetica scaturita dall'irrefrenabile aumento del prezzo del petrolio e della benzina. I democratici sono favorevoli alla riduzione delle emissioni di CO2, alle sovvenzioni per le energie verdi ed all'indipendenza dal petrolio straniero. In particolare il piano di Obama prevede l'immissione su strada entro il 2015 di circa 1 milione di automobili ibride, pari ad una riduzione delle emissioni di gas effetto serra dell'80% entro il 2050. Se Obama diventasse Presidente aiuterebbe l'industria automobilistica statunitense, al momento in profonda crisi, a riconvertirsi nella produzione di vetture a basso impatto ambientale, cercando così di recuperare il gap tecnologico accumulato nei confronti di altri Paesi, come il Giappone. Il candidato democratico mira poi alla produzione del 25% di energia da fonti rinnovabili entro il 2025. Obama ha proposto di sovvenzionare gli investimenti in settori come l'energia eolica e solare con l'aumento del peso fiscale sull'industria petrolifera attraverso una “Windfall Profits Tax”, cioè una tassa straordinaria su quegli utili che vengono conseguiti in modo accidentale, indipendentemente dall'operato delle imprese. Questa strategia potrebbe avvantaggiare società come Ormat Technologies (US6866881021), AeroVironment (US0080731088), First Solar (US3364331070), SunPower (US8676521094), Gamesa (ES0143416115) e Vestas (DK0010268606). Da segnalare poi Cosan (BRCSANACNOR6), il maggior produttore al mondo di etilene che potrebbe trarre beneficio dell'aumento della produzione e distribuzione di biocarburanti.
La vittoria di Barack Obama potrebbe quindi portare alla riduzione del prezzo petrolio e ad una contrazione degli utili delle società petrolifere. Oltre ad aver richiesto l'introduzione di una “Windfall Profits Tax” Obama ha anche proposto infatti la vendita del 10% delle riserve di greggio degli Stati Uniti. La politica di Obama riguardo all'industria del petrolio è quindi nettamente diversa da quella percorsa negli ultimi otto anni dall'amministrazione Bush, tradizionalmente a favore dell'aristocrazia petrolifera americana. Il candidato democratico ha promesso maggiore indipendenza degli USA dai combustibili fossili, provenienti soprattutto dalle regioni del Medio Oriente e tra i principali moventi delle guerre portate in Iraq e Afghanistan. A tal proposito Obama si dichiara contrario alla guerra in Iraq e propone un piano di ritiro “responsabile” in 16 mesi, con il mantenimento di una forza residua impegnata in missioni specifiche come la protezione dell'ambasciata USA e del personale civile ed il sostegno delle forze di sicurezza irachene.
In tema di sanità Barack Obama sembra essere più moderato rispetto al sogno di Hillary Clinton, la quale aveva proposto un'importante riforma che prevedeva l'introduzione di un'assicurazione medica nazionale, della quale potevano beneficiare tutti gli americani. A causa degli elevati costi circa il 15% dell'intera popolazione degli USA non ha infatti alcuna assicurazione sanitaria. Il piano di Barack Obama prevede perciò la copertura in 10 anni di 34 milioni di americani attualmente non assicurati mentre McCain rimane molto vicino al piano dell'attuale residente della Casa Bianca. Se Obama dovesse quindi venir eletto i titoli delle imprese private impegnate nell'assicurazione sanitaria, come WellPoint (US94973V1070), dovrebbero soffrire. Le società che producono farmaci generici, invece, potrebbero trovarsi avvantaggiate sia dalla vittoria di Obama che da quella di McCain, poiché entrambi i candidati sono favorevoli allo sviluppo di questo segmento. A tal proposito sono da tenere sott'occhio Teva (US8816242098) e la Mylan (US6285301072).
Il candidato democratico Obama ha promesso, inoltre, ai suoi elettori il rafforzamento della leadership degli Stati Uniti in campo scientifico, tecnologico e dell'innovazione con il raddoppio del budget destinato alla ricerca di base nell'arco dei prossimi dieci anni. Anche McCain promette maggiori fondi per la scienza, senza però dare cifre né tempi. Scendendo nel dettaglio, Obama vuole abolire il bando imposto da George W. Bush che blocca i finanziamenti federali alle linee di ricerca su staminali embrionali. Se fosse Obama il prossimo inquilino della Casa Bianca, potrebbero ritrovare il sorriso società come Geron (US3741631036), leader nella ricerca delle cellule staminali, che promettono progressi significativi per malattie come il parkinson e l'alzheimer.
Obama sogna anche di poter fornire più aiuti alle famiglie ed una migliore istruzione. I democratici vogliono aprire maggiormente le vie dell'istruzione anche alle classi meno abbienti ed hanno in programma di sovvenzionare gli studi dei figli degli emigranti. Tra i titoli che potrebbero avvantaggiarsi della vittoria del candidato dell'Illinois ci sono Blackboard (US0919355026), DeVry (US2518931033) ed ITT Educational Services (US45068B1098). La politica a sostegno delle classi più basse, inoltre, potrebbe favorire la ripresa dei consumi, vale a dire società retail come la catena di abbigliamento American Eagle Outfitters (US02553E1064) e società di computer come Apple (US0378331005). Barack Obama intende poi aumentare i diritti dei lavoratori e migliorare il lavoro dei sindacati. Tali proposte potrebbero pesare su colossi come Wal-Mart (US9311421039).
Passando ad un altro tema, Obama vorrebbe lanciare un importante programma di rinnovo delle infrastrutture statunitensi che si trovano in un pessimo stato, con un contributo federale stimato in $60 miliardi nei prossimi 10 anni. In particolare si parlerebbe di 152.000 dei 600.000 ponti (1 su 4) degli Stati Uniti. Un tale programma dovrebbe sostenere l'economia e creare fino a 2 milioni di nuovi posti di lavoro. Tra le società impegnate nella costruzione di infrastrutture che potrebbero trarre vantaggio da un'elezione di Obama sono da segnalare Fluor (US3434121022), Ingersoll Rand (BMG4776G1015) e Astec Industries (US0462241011), quest'ultima ha sviluppato dei macchinari che riescono a riutilizzare il vecchio asfalto e che consumano molta meno energia.

> Vai agli altri articoli del report:
(1) Speciale Presidenziali USA 2008 - Introduzione
(3) Speciale Presidenziali USA 2008: I titoli di McCain

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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