Il petrolio estende le perdite dopo dati API, WTI torna sotto 50 dollari

Il petrolio estende le perdite dopo dati API, WTI torna sotto 50 dollari
I prezzi del petrolio hanno esteso le perdite. © Shutterstock

L’API stima che le scorte statunitensi di petrolio siano aumentate la scorsa settimana di 2,7 milioni di barili.

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I prezzi del petrolio hanno esteso le perdite dopo che i dati dell’API (American Petroleum Institute) hanno evidenziato un aumento delle scorte statunitensi di greggio. Il Brent perde al momento lo 0,6% a $51,48, mentre il WTI scende dello 0,7% a $49,81.

L’API stima che le scorte statunitensi di petrolio siano aumentate la scorsa settimana di 2,7 milioni di barili. Si tratta del primo aumento da sei settimane e del più forte da sei mesi. Gli analisti avevano previsto un aumento di 2 milioni di barili.

Le scorte di benzina sono aumentate la scorsa settimana di 688.000 barili, mentre gli analisti avevano previsto un calo di 900.000 barili. Le scorte di distillati sono calate di più di 4,5 milioni di barili. Il calo è stato causato in buona parte dagli effetti dell’uragano Matthew.

Le scorte di greggio al terminale di Cushing sono calate di 1,35 milioni di barili, contro l’aumento di 100.000 barili atteso dagli esperti.

L'EIA (Energy Information Administration) pubblicherà i dati ufficiali sulle scorte di petrolio e prodotti derivati oggi alle 17:00 (ora italiana).

Sui prezzi del petrolio pesano questa mattina anche i deboli dati relativi al commercio estero della Cina, il secondo maggiore consumatore mondiale dell’oro nero. Le esportazioni e le importazioni cinesi sono calate a settembre rispettivamente del 10% e dell’1,9%.

Le quotazioni del petrolio hanno chiuso ieri in calo dopo che dall’ultimo rapporto dell’OPEC è emerso un nuovo aumento dell’offerta a livello globale. Il Brent ha perso l’1,1% a $51,81 e il WTI l’1,2% a $50,18.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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