Prezzo oro: UBS prevede rally dopo rialzo tassi Fed

Prezzo oro: UBS prevede rally dopo rialzo tassi Fed
UBS è ottimista sulle prospettive dell'oro nel medio termine. © Shutterstock

Secondo UBS il prezzo dell'oro tornerà a 1.350 dollari nell'arco di un anno. Il metallo giallo beneficerà dei tassi reali negativi.

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UBS si attende una ripresa del prezzo dell’oro nei prossimi 6-12 mesi. La banca d’affari svizzera indica in una nota che finché la Fed non avrà ragioni per affrettarsi ad alzare i tassi, il metallo giallo dovrebbe performare bene.

UBS prevede che il prezzo dell’oro salirà a 1.350 dollari l’oncia nell’arco del prossimo anno, ovvero del 7% rispetto ai suoi attuali livelli. Visto che l’oro non paga interessi, la sua attrattività scende quanto i tassi salgono. Il metallo prezioso è ricercato in periodi di panico e di crisi economiche, quando gli investitori si rifugiano in asset considerati sicuri.

UBS osserva che è probabile che la Fed alzi i tassi a dicembre e che ciò potrebbe pesare sull’oro nel breve termine. Secondo gli analisti la quotazione dell’oro potrebbe scendere fino a 1.225 dollari nei prossimi tre mesi.

UBS spiega che l’ultimo rapporto sull’occupazione non è stato abbastanza negativo da far desistere la Fed ad alzare i tassi verso la fine dell’anno. I dati sarebbero stati una bolla di sapone, avrebbero mostrato una crescita degli occupati inferiore alle attese senza contenere tuttavia molti dettagli allarmanti sul mercato del lavoro.

UBS crede che dopo il rialzo dei tassi a dicembre, le prospettive per l’oro diventeranno decisamente più positive. “La lenta azione della Fed ed una moderata accelerazione dell’inflazione dovrebbero spingere i tassi di interesse reali ulteriormente in territorio negativo nel 2017”, indicano gli esperti. “Nel passato ciò è stato un forte catalizzatore per prezzi dell’oro più elevati”.

Il prezzo dell’oro ha chiuso intanto oggi in leggero rialzo. Il future con scadenza dicembre ha guadagnato al Comex lo 0,3% a 1.257,60 dollari l'oncia.

L’aumento dei timori legati allo stato di salute dell’economia della Cina ha incrementato la domanda per i beni rifugio. L’oro ha beneficiato inoltre dell’indebolimento del dollaro. Il Dollar Index è sceso fino a 97,51 punti, da 97,98 punti di ieri. Se il dollaro si indebolisce le materie prime denominate nel biglietto verde, come l’oro, diventano più appetibili per chi possiede altre valute.

Tra gli altri principali metalli, l'argento ha perso oggi lo 0,3% a $17,46 l’oncia, il palladio il l’1,9% a $636,85 l’oncia, il rame il 2,5% a $2,12 per libra e il platino l’1% a $932,90 l’oncia.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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