Il prezzo del petrolio torna a salire, frena la produzione dell’Arabia Saudita

Il prezzo del petrolio torna a salire, frena la produzione dell’Arabia Saudita
Il prezzo del petrolio è tornato a salire. © iStockPhoto

Il future sul WTI con scadenza novembre ha guadagnato al NYMEX lo 0,7% a 50,29 dollari al barile.

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Dopo due sedute negative di fila il prezzo del petrolio ha chiuso oggi in rialzo. Il future sul WTI con scadenza novembre ha guadagnato al NYMEX lo 0,7% a 50,29 dollari al barile. Il future sul Brent con scadenza dicembre è salito all’ICE dello 0,3% a 51,68 dollari al barile.

La produzione media dell’Arabia Saudita, il membro più importante dell’OPEC, ha ammontato ad agosto a 10,63 milioni di barili al giorno, in calo di 400.000 barili rispetto ai livelli record raggiunti a luglio. Le esportazioni saudite sono inoltre calate da 7,622 milioni di barili al girno a 7,31 milioni di barili al giorno. La notizia ha incrementato la fiducia degli investitori nella volontà di Riad di limitare l’offerta di greggio sul mercato.

Intanto il segretario generale dell’OPEC, Mohammed Barkindo, si è detto ottimista su una collaborazione della Russia con il cartello per stabilizzare il mercato. “La Russia è un Paese chiave ed è stata molto attiva nella formazione di questo consenso per limitare la produzione”, ha dichiarato ai margini della conferenza "Oil & Money" di Londra. “I russi hanno giocato un ruolo di primo piano da Doha, dopo Doha, prima di Algeri e ad Algeri”, ha aggiunto. “Abbiamo sentito ad Istanbul come il presidente russo si sia fermamente impegnato a contribuire agli sforzi volti a ristabilire l’equilibrio sul mercato”. Barkindo si incontrerà lunedì prossimo con il ministro russo dell’Energia, Alexander Novak, per discutere sui dettagli per come ridurre la produzione petrolifera.

I prezzi del petrolio hanno beneficiato oggi anche dell’indebolimento del dollaro. Il Dollar Index, che la scorsa settimana era salito ai massimi da circa otto mesi, è sceso fino a 97,61, da 97,88 di ieri. Un dollaro più debole è un fattore positivo per le materie prime denominate nella valuta americana, come il greggio, perché le rende più appetibili per chi possiede altre divise.

Gli investitori attendono ora i dati sulle scorte statunitensi di petrolio e prodotti derivati, che saranno pubblicati più tardi dall’American Petroleum Institute e domani dall’EIA. Gli analisti interpellati da S&P Global Platts prevedono per la scorsa settimana un aumento delle scorte di petrolio di 2,5 milioni di barili, un calo delle scorte di benzina di 1 milione di barili e delle scorte di distillati di 1,6 milioni di barili.

L’aumento dei prezzi del petrolio ha avuto un impatto positivo sui titoli petroliferi. L’indice settoriale NYSE Arca Oil Index è salito oggi dello 0,6%.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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