Petrolio in calo, Iraq chiede esenzione da piano OPEC per stabilizzare prezzi

Petrolio in calo, Iraq chiede esenzione da piano OPEC per stabilizzare prezzi
I prezzi del petrolio scendono ad inizio settimana. © Shutterstock

L'Iraq ha chiesto di essere esentato da tagli alla produzione di greggio a causa della guerra con l'IS.

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I prezzi del petrolio scendono ad inizio settimana dopo che l’Iraq ha chiesto di essere esentato da un patto tra i membri dell’OPEC per limitare la produzione. Il future sul Brent con scadenza dicembre è sceso fino a 51,37 dollari, mentre il future sul WTI con scadenza dicembre ha toccato un minimo a 50,41 dollari. Venerdì scorso il Brent ed il WTI avevano chiuso rispettivamente a 51,78 e a 50,85 dollari al barile.

L’Iraq dovrebbe essere esentato dai tagli alla produzione di greggio perché è impegnato in una guerra con l’IS, ha dichiarato ieri in una conferenza stampa Jabbar al-Luaibi, il ministro irakeno del Petrolio. Al-Luaibi ha indicato che il Paese produce attualmente più dei 4,7 milioni di barili al giorno pompati a settembre e la sua produzione potrebbe ancora aumentare dopo che il governo ha chiesto alle compagnie internazionali di incrementare l’attività produttiva nei suoi giacimenti. Al-Luaibi ha inoltre contestato le cifre dell’OPEC che fissano la produzione dell’Iraq a meno di 4,2 milioni di barili al giorno.

L’OPEC ha raggiunto a fine settembre ad Algeri un accordo preliminare per tagliare la sua produzione di circa 700.000 barili al giorno a 32,5-33 milioni di barili al giorno. Tale obiettivo sarebbe più difficile da raggiungere se l’OPEC, che è il secondo maggiore produttore del cartello dopo l’Arabia Saudita, non dovesse partecipare.

L’OPEC deciderà i dettagli del piano, incluse le quote con cui dovrebbero contribuire i singoli Paesi, alla riunione ufficiale in programma il prossimo 30 novembre a Vienna.

A pesare sul prezzo del petrolio è anche il nuovo aumento delle trivelle negli Stati Uniti. Baker Hughes (US0572241075) ha comunicato venerdì che il numero di impianti di trivellazione di greggio è aumentato di altre 11 unità a 443 unità. Si è trattato del sedicesimo aumento nelle ultime diciassette settimane. Morgan Stanley si attende che l’attività negli Stati Uniti continuerà ad aumentare a seguito del recente rally dei prezzi. “Di solito le trivelle hanno un ritardo sui prezzi di tre-quattro mesi, ci aspettiamo quindi di vedere più impianti in attività, specialmente verso la fine dell’anno”, ha indicato la banca d’affari in una nota.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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