I dati API sulle scorte aumentano la pressione sui prezzi del petrolio

I dati API sulle scorte aumentano la pressione sui prezzi del petrolio
I prezzi del petrolio hanno esteso i ribassi. © iStockPhoto

L’API stima che le scorte statunitensi di petrolio siano aumentate la scorsa settimana di 4,8 milioni di barili.

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I prezzi del petrolio hanno esteso le perdite dopo che i dati dell’API (American Petroleum Institute) hanno evidenziato un forte aumento delle scorte statunitensi di greggio. Il Brent, che aveva finito la seduta a $50,79, è sceso fino a $50,22. Dopo aver chiuso a $49,96, il WTI quota al momento a $49,33 al barile.

L’API stima che le scorte statunitensi di petrolio siano aumentate la scorsa settimana di 4,8 milioni di barili. Gli analisti interpellati da S&P Global Platts avevano previsto un aumento di soli 0,4 milioni di barili.

Le scorte di benzina sono aumentate la scorsa settimana di 1,7 barili, mentre gli analisti avevano previsto un calo di 1,5 milioni di barili. Le scorte di distillati calate di 0,9 milioni di barili (stime: -1,9 milioni di barili). Si è trattato del terzo calo settimanale consecutivo.

Le scorte di greggio al terminale di Cushing sono calate di 2,3 milioni di barili. Il calo è stato in parte causato anche la scorsa settimana dall’interruzione di un’importante condotta verso il centro di stoccaggio.

I dati ufficiali dell'EIA (Energy Information Administration) potrebbero far aumentare ulteriormente la volatilità dei prezzi del petrolio, soprattutto se dovessero divergere fortemente da quelli dell’API. L’EIA pubblicherà i suoi numeri sulle scorte di petrolio e prodotti derivati mercoledì alle 16:30 (ora italiana).

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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